Il taglio delle accise sui carburanti entra in vigore oggi, 19 marzo 2026, con effetto immediato sui prezzi alla pompa. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri ntroduce una riduzione fiscale temporanea per 20 giorni, con l’obiettivo dichiarato di contenere il caro energia. Per gli automobilisti italiani il punto centrale è uno: quanto si risparmia davvero.
Cosa prevede il decreto carburanti
Il provvedimento varato dal Governo è definito ufficialmente “di natura temporanea ed emergenziale”. Si compone di un decreto legge e di un decreto interministeriale.
La misura riguarda tre categorie:
- benzina;
- gasolio;
- GPL
Secondo la comunicazione di Palazzo Chigi, il taglio previsto è:
- 25 centesimi al litro per benzina e diesel;
- 12 centesimi al chilo per il GPL.
La durata è limitata: 20 giorni a partire da oggi.
L’intervento arriva dopo giorni di lavoro interno all’esecutivo, come spiegato dal vicepremier Matteo Salvini a Mattino 5: “Il decreto carburanti approvato ieri sera dal Cdm è un intervento in emergenza non studiato in 3 ore. Ha comportato giorni e notti di lavoro. Mettendo centinaia di milioni di euro sul tavolo siamo riusciti ad aiutare per queste settimane milioni lavoratori e lavoratrici sperando che si interrompa il conflitto in Medio Oriente”.
Il dato reale: il taglio effettivo è più basso
Analizzando il testo del decreto, il Codacons evidenzia una differenza sostanziale rispetto agli annunci iniziali.
Le accise su benzina e gasolio passano da 672,90 euro a 472,90 euro per 1.000 litri, cioè una riduzione di 20 centesimi al litro.
Considerando l’Iva applicata sulle accise, il risparmio reale sale a 24,4 centesimi al litro, non 25 centesimi netti.
Questo si traduce in un beneficio concreto:
- circa 12,2 euro di risparmio su un pieno da 50 litri.
Il Codacons sottolinea che il valore reale va letto includendo l’effetto fiscale complessivo, non solo l’annuncio politico.
I nuovi prezzi stimati alla pompa
Sulla base dei listini precedenti all’entrata in vigore del decreto, l’associazione dei consumatori ha elaborato una stima dei nuovi prezzi medi:
- gasolio: circa 1,859 euro al litro;
- benzina: circa 1,623 euro al litro.
In autostrada i valori restano più alti:
- diesel: circa 1,925 euro/litro;
- benzina: circa 1,706 euro/litro.
Si tratta di una riduzione significativa rispetto ai livelli registrati nei giorni precedenti.
I rincari prima del taglio: prezzi oltre 2 euro
Il contesto in cui arriva il decreto è segnato da aumenti diffusi su tutta la rete carburanti.
Alla vigilia dell’entrata in vigore del provvedimento, i prezzi avevano già superato soglie critiche:
- diesel sopra 2,1 euro/litro nella maggior parte delle regioni;
- picchi fino a 2,155 euro/litro a Bolzano;
- benzina oltre 1,9 euro/litro in diverse aree.
I dati più alti sono stati registrati in:
- Valle d’Aosta;
- Sicilia;
- Calabria;
- Provincia autonoma di Bolzano.
Sulle autostrade i livelli erano ancora più elevati:
- diesel: 2,190 euro/litro;
- benzina: 1,967 euro/litro.
Secondo il Codacons, questi aumenti sono avvenuti proprio nelle ore precedenti al taglio delle accise.
I controlli sul prezzo finale
Il Governo ha posto l’attenzione sulla corretta applicazione del taglio.
Matteo Salvini ha dichiarato: “Nelle prossime ore si toccherà con mano l’effetto delle misure contenute nel dl carburanti approvato ieri sera dal Cdm. Se qualcuno trovasse qualche stranezza la segnalasse al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti perché questo è denaro pubblico che deve integralmente tornare nelle tasche dei cittadini. Di quei 25 centesimi, neanche uno si può disperdere lungo la strada”.
Lo stesso Salvini ha aggiunto: “Difendo la categoria dei benzinai”.
Il Governo intende, quindi, monitorare la filiera per evitare che il beneficio fiscale venga assorbito lungo la distribuzione.
Dubbi sulla durata della misura
La riduzione delle accise ha una scadenza ravvicinata: 20 giorni.
Il Codacons solleva un nodo concreto. In un mercato caratterizzato da forti oscillazioni, una misura così breve potrebbe non essere sufficiente.
L’associazione evidenzia un fenomeno noto:
- i prezzi salgono rapidamente quando il petrolio aumenta;
- scendono molto più lentamente quando il petrolio cala.
Questo squilibrio potrebbe ridurre l’efficacia del provvedimento nel medio periodo.
Cosa cambia per gli automobilisti
Il taglio produce un effetto immediato, ma con limiti chiari:
- il risparmio reale è leggermente inferiore a quello annunciato;
- la durata è limitata nel tempo;
- i prezzi partivano da livelli molto elevati.
Per chi utilizza l’auto quotidianamente, il beneficio è concreto ma circoscritto. Un pieno costa meno, ma il contesto generale resta instabile.






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