Con un decreto del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il Consiglio comunale di Priolo Gargallo è stato sciolto. La causa formale è la mancata approvazione del Documento unico di programmazione 2026-2028, atto propedeutico al Bilancio. Al posto dell’assemblea decaduta siede ora il segretario comunale Michele Iacono, nominato commissario straordinario. Sin qui, la cronaca. La politica racconta altro.
Un documento di bilancio, un regolamento di conti
Il Dup non è caduto per distrazione. È caduto perché il clima consiliare era diventato irrespirabile da settimane: veti incrociati, pareri legali, regolamenti branditi come armi. Un’assemblea che non governava più, ma combatteva.
Al centro dello scontro, il sindaco Pippo Gianni contro i consiglieri vicini al deputato regionale dell’Mpa–Grande Sicilia Peppe Carta. Lui non siede in aula, ma da Palermo tira i fili di un’opposizione che ha reso il Consiglio un campo minato. Una battaglia che travalica Priolo e investe gli equilibri autonomisti nell’intero territorio siracusano: chi conta, chi decide, chi pesa nelle stanze che contano.
Il paradosso siciliano: cade l’aula, resta il sindaco
Nell’ordinamento degli enti locali siciliani, quando il Consiglio non approva il documento di programmazione, decade l’assemblea, non il sindaco. Gianni resta al suo posto con la giunta e i pieni poteri. Governare senza un’aula che vota contro, senza mozioni scomode, senza ostruzionismi regolamentari: uno scenario scomodo sulla carta, conveniente nei fatti.
La lettura più onesta è questa: Gianni ha sacrificato i propri consiglieri pur di liberarsi di un Consiglio ostaggio delle manovre cartiane. Il prezzo è un commissario e una fase di gestione ordinaria. Il saldo politico, per il sindaco, resta positivo.
Per Carta è una sconfitta che brucia: non è stato battuto su un voto, non è stato smentito su un atto. È stato semplicemente tolto dal tavolo di gioco. Un Consiglio che non esiste più non può fare opposizione.
Priolo in un limbo, con un sindaco più libero
Resta il commissario Iacono per gli atti indifferibili — Bilancio in testa — e un sindaco operativo a Palazzo, con i dossier industriali e ambientali che non concedono pause.
Il Documento unico di programmazione nasce come strumento tecnico. A Priolo è diventato il detonatore di un riassetto politico. Il Consiglio è a casa. Gianni resta.






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