Nel 2025 si è registrato un allargamento della platea dei cittadini maggiorenni con un mutuo o un prestito, che arriva al 61,4%, con un +3,8% rispetto all’anno precedente. L’importo residuo risulta in ripresa rispetto all’anno precedente (+0,6%) risultando pari a 31.850 euro, in virtù del peso ancora rilevante dei mutui ipotecari. A livello regionale, le variazioni di debito residuo restano generalmente contenute, tranne in Trentino-Alto Adige dove cresce dell’8,7%. Nella stessa regione si registra anche l’incremento più marcato della rata media mensile (+5,8%), che aumenta in tutto il Paese, ad eccezione di Campania (-1,8%), Piemonte (-0,4%) e Lombardia (-0,1%). Queste sono le principali evidenze della Mappa del Credito realizzata da Mister Credit – l’area di Crif che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori – partendo dall’analisi dei dati disponibili in Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif.
L’analisi territoriale della mappa del credito – i dati della Sicilia
La Sicilia fa registrare un dato del 61,1% per quanto riguarda la percentuale di popolazione con crediti attivi, con una rata media pro capite di 236 euro e un indebitamento medio di 21.512 euro. La distribuzione delle operazioni per tipologia è la seguente: il 61,1 % sono prestiti finalizzati, il 32,9% prestiti personali e il 15,9% mutui.
A livello provinciale Palermo ha la percentuale piu’ alta di popolazione con crediti attivi (70,2%) una rata media pro capite di 237 euro e un indebitamento medio di 24.409 euro. All’ultimo posto Enna con il 49,5% e una rata media di 228 euro.
Le osservazioni di Crif
«Nel corso dell’ultimo anno il credito alle famiglie è tornato a crescere, sostenuto da una politica monetaria più favorevole e da un mercato del lavoro in condizioni complessivamente positive. Oggi più di sei italiani su dieci fanno ricorso al credito, mantenendo però grande attenzione alla sostenibilità della rata mensile, che rimane sostanzialmente stabile – osserva Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di Crif. – Attualmente i mutui rappresentano il 23,7% dei finanziamenti attivi, mentre i prestiti personali pesano per il 29,5%. La forma più diffusa resta però il prestito finalizzato all’acquisto di beni e servizi – auto, moto, elettronica, elettrodomestici, arredamento, viaggi, ecc. – che arriva al 46,8% del totale. Analizzando le principali categorie di spesa per cui si richiede credito, al primo posto ci sono gli interventi e gli acquisti legati alla casa (42,3%), seguiti dai mezzi di trasporto (30,3%) e da elettronica ed elettrodomestici (18,7%).»
Le forme di finanziamento più diffuse in Italia
Per quanto riguarda la tipologia dei finanziamenti più diffusi tra le famiglie italiane, l’analisi condotta da Mister Credit mostra al primo posto, ancora una volta, i prestiti finalizzati (destinati all’acquisto di beni e servizi quali auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, ecc.) che rappresentano quasi la metà del totale (nello specifico 46,8%, -1,6% rispetto all’anno precedente) e registrano una rata media di 134 euro (-0,1% rispetto al 2024). Al secondo posto i prestiti personali, con una quota pari al 29,5% (+1,9%) e una rata media di 256 euro (+1,8%). Infine, la componente dei mutui per acquisto di abitazioni, che si attestano al 23,7% sul totale (+0,9%) e registrano una rata media di 586 euro (-0,8%). Il dato relativo ai mutui è emblematico dell’importanza che la proprietà della casa ancora riveste nel nostro Paese.
L’importo della rata media mensile pro-capite in Sicilia e nelle diverse aree del Paese
Per quanto riguarda la nostra regione, che si colloca al diciannovesimo posto, la rata media pro-capite è stata di 236 euro contro i 235 del 2024 con una variazione dello 0,7%
La rata rimborsata dagli italiani a livello pro-capite ogni mese è stata pari a 279 euro (+0,7% rispetto all’anno precedente), con differenze significative tra le diverse aree del Paese. Le regioni in cui i cittadini ogni mese rimborsano la rata media più elevata sono il Trentino-Alto Adige, con 425 euro, la Lombardia con 318 euro, e il Veneto, con 306 euro. Seguono l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia, rispettivamente con 299 e 295 euro. Per interpretare questa dinamica va considerato che in tutte queste regioni si rileva una elevata incidenza dei mutui, che si caratterizzano per un importo da rimborsare decisamente più elevato rispetto alle altre forme tecniche considerate, senza dimenticare che spesso il valore degli immobili risulta mediamente più consistente rispetto ad altre aree del Paese. Al contempo, in queste regioni il reddito disponibile risulta spesso più elevato rispetto alla media nazionale e questo consente ai consumatori di rimborsare una rata più elevata senza intaccare il livello di sostenibilità finanziaria. Specularmente, è al Sud e nelle Isole che troviamo le rate mensili più leggere, soprattutto in Sardegna e in Sicilia, dove si attestano a 236 euro, in Calabria e Molise (237 euro) in virtù della più modesta incidenza dei mutui.
Il debito residuo da rimborsare in Sicilia e nel Paese
Sostanzialmente immutato in Sicilia (diciannovesimo posto anche qui) l’indebitamento medio pari a 21,512 euro a fronte di 21,505 nel 2024.
Analogamente a quanto evidenziato a proposito della rata media mensile, anche per quanto riguarda il debito residuo ancora da rimborsare troviamo il Trentino-Alto Adige al primo posto del ranking nazionale, con 52.956 euro pro capite (+8,7%), seguito dalla Lombardia, con 40.448 euro. Emilia-Romagna e Veneto si caratterizzano per un’esposizione residua intorno ai 38.500 euro. Nel complesso in tutte queste regioni si evidenzia una elevata incidenza dei mutui nel portafoglio. All’estremo opposto della classifica, con soli 19.208 euro, gli abitanti della Calabria risultano avere un debito residuo pari circa alla metà di quello dei veneti e degli emiliano-romagnoli. Peraltro, solamente nelle regioni del Sud e Isole, il valore che rimane ancora da rimborsare per estinguere i finanziamenti in corso risulta inferiore ai 25.000 euro. Nel complesso, rispetto all’anno precedente si registrano minime variazioni del debito residuo in tutte le regioni, tranne il Trentino-Alto Adige. In questa regione si rileva un aumento della quota dei mutui, che passa dal 28,4% al 32,4% sul totale dei finanziamenti, mentre nelle altre regioni si assiste soprattutto alla crescita della quota dei prestiti personali. La provincia italiana con il debito residuo più elevato è risultata essere Milano, con oltre 55.000 euro (+0,9%), seguita da Bolzano, con oltre 54.000 euro (+1,9%), e da Trento, che con 51.479 euro (+17%) supera Bologna, con quasi 47.000 euro.
Sud e Isole con indebitamento medio contenuto
È al Sud e nelle Isole che, invece, si trovano le province in cui l’indebitamento medio risulta più contenuto anche in virtù, come segnalato, della minor presenza di contratti di mutuo nel portafoglio delle famiglie; nello specifico, Reggio Calabria, Crotone, Agrigento, Enna e Vibo Valentia si attestano poco al di sotto dei 20.000 euro.
Tutti i dati della mappa del credito con il dettaglio relativo a regioni e singole province sono pubblicamente consultabili e navigabili in maniera interattiva alla pagina https://www.mistercredit.it/focus/mappa-del-credito/.






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