Lasciare l’isola per cercare fortuna altrove, lavoro, prospettive, un futuro più stabile. Una scelta quasi obbligata per migliaia di giovani che ogni anno si ritrovano a fare le valigie e partire, spesso senza una data di ritorno. Una decisione che incide sul presente e sul futuro della Sicilia, svuotando il territorio di competenze, energie e possibilità di crescita.
Da qui l’idea di ORA! Sicilia, articolazione regionale del partito nazionale di estremo centro fondato dall’economista Michele Boldrin e dall’imprenditore Alberto Forchielli, di scendere in piazza, con una manifestazione tutt’altro che simbolica contro l’emigrazione giovanile.
L’appuntamento è fissato per sabato 28 marzo 2026. A partire dalle 10:30, il centro di Palermo diventerà il palcoscenico di una protesta visiva e silenziosa: 100 giovani siciliani under 35 si raduneranno davanti al Teatro Massimo, ciascuno con un trolley. Un gesto semplice, ma carico di significato, che rappresenta la partenza, spesso definitiva, di chi lascia l’isola per cercare opportunità altrove.
Da via Maqueda ai Quattro Canti, la protesta di ORA! Sicilia
L’evento si intitola “La Sicilia che se ne va. Costruire un futuro per i giovani siciliani in Sicilia” e si sviluppa lungo uno dei percorsi più rappresentativi del centro storico. Il corteo attraverserà via Maqueda fino ai Quattro Canti, crocevia simbolico della città. Qui i partecipanti si disporranno in formazione. Su ogni trolley sarà applicato un cartellino giallo con il nome di una città europea – Londra, Berlino, Amsterdam, Zurigo – scelte sulla base dei flussi migratori reali dei giovani siciliani. Un dettaglio che lega il gesto simbolico a dati concreti.
Non si tratta solo di una manifestazione simbolica. L’obiettivo è portare al centro del dibattito pubblico un tema che da anni incide sulla struttura sociale ed economica dell’isola: la fuga dei giovani.
“Il problema non è il costo del volo, in Sicilia. Ma il prezzo che paga la nostra regione ogni volta che un giovane lascia questa terra”, dichiara Carmelo Abate, membro del consiglio direttivo nazionale di ORA!.
Una perdita che va oltre la semplice mobilità. “Non mancano i dati alla politica siciliana – continua Abate – Mancano totalmente la lucidità, la visione e il coraggio di agire. Noi vogliamo che il coraggio diventi razionale e possa generare un impatto reale. Vogliamo sia possibile finalmente costruire un futuro in Sicilia, per i giovani siciliani“.
Numeri che raccontano un’emergenza
Alla base dell’iniziativa ci sono dati precisi, che delineano un quadro critico. In Sicilia, il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni è pari al 50,7%, quasi 16 punti in meno rispetto alla media nazionale. Un divario che pesa su crescita economica e stabilità sociale.
Ancora più significativo il dato sui giovani: quasi un under 30 su tre non studia, non lavora e non è inserito in percorsi formativi. Si tratta del valore più alto in Italia, tre volte superiore alla media europea.
Il fenomeno migratorio completa il quadro. Negli ultimi vent’anni, quasi 300.000 giovani laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno. Una perdita che riguarda capitale umano, competenze e possibilità di sviluppo.
La fuga dei giovani rappresenta uno dei nodi più complessi per la Sicilia. Non riguarda solo chi parte, ma anche chi resta. Meno giovani significa meno innovazione, meno imprenditorialità, meno capacità di rinnovare il tessuto economico.
Le città indicate sui trolley non sono casuali. Londra, Berlino, Amsterdam, Zurigo sono tra i principali poli di attrazione per i giovani qualificati europei. Offrono salari più alti, mercati del lavoro dinamici e sistemi formativi integrati con le imprese.
Il confronto con questi modelli è implicito nella protesta. Non si tratta solo di denunciare una mancanza, ma di evidenziare un divario.
La manifestazione non si fermerà alla dimensione visiva. Al termine del corteo, alle ore 12:30, è prevista una conferenza stampa presso Al Fresco, in via Matteo Sclafani 9. In questa sede, ORA! Sicilia presenterà due proposte concrete dedicate a lavoro e formazione.






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