ROMA (ITALPRESS) – L’Università UniCamillus ha ospitato il secondo incontro ufficiale del suo Advisory Board, composto da Andrea Biondi, Vito Cozzoli, Maria Bianca Farina, Giuseppe Feltrin, Luciana Lamorgese, Gianni Letta e Tiziano Onesti, che affiancano il Rettore Gianni Profita nello sviluppo delle strategie accademiche e scientifiche dell’Ateneo.
L’obiettivo dell’incontro, si legge in una nota, è stato quello di sottolineare l’urgenza di un approccio etico nella medicina estetica. “In un settore in rapida espansione, dove i confini tra scienza, business e desiderio estetico si assottigliano, UniCamillus interviene con fermezza: la medicina estetica non va demonizzata e deve essere praticata da professionisti formati nelle Università. Ma allo stesso tempo – si evidenzia – non può e non deve mai perdere il suo fondamento etico: il paziente va informato e trattato con estrema cura e approccio scientifico senza mai essere oggetto di spregiudicata aggressione commerciale”.
Il confronto con docenti ed esperti di medicina estetica, endocrinologia, chirurgia maxillo-facciale e tecnologie innovative si inserisce in una domanda strategica precisa: è possibile sviluppare questo ambito senza compromessi scientifici e mantenendo un’identità etica solida e riconoscibile?
I numeri rendono la questione urgente. La medicina estetica è oggi uno dei comparti sanitari a più rapida crescita, con un mercato globale destinato a superare i 27 miliardi di dollari, mentre i farmaci metabolici di nuova generazione – anche usati per dimagrire – potrebbero superare i 120 miliardi entro il 2030. In questo scenario, segnato da crescente accessibilità e pressione sociale sull’immagine, il rischio è concreto: trasformare la medicina in risposta immediata a bisogni indotti, più che a reali necessità cliniche.
E’ su questo terreno che UniCamillus prende posizione: “l’innovazione – spiega l’Ateneo – non può tradursi in semplificazione, abuso o deriva commerciale, ma deve restare ancorata a sicurezza, appropriatezza clinica e tutela del paziente”.
Dopo i saluti del Rettore Profita, Donatella Padua, Segretaria Generale dell’Advisory Board, ha tenuto il suo intervento dal titolo “La Medicina estetica oggi: tra longevità e trasformazioni sociali”.
“Oggi il mercato della medicina estetica cresce a ritmi superiori al 10% annuo, spinto dalle pressioni dei social media, dall’innovazione tecnologica e dall’espansione delle fasce più giovani. L’estetica sta diventando un nuovo paradigma di inclusione ed esclusione sociale: è proprio qui che UniCamillus individua una responsabilità e un’opportunità, quella di formare medici di medicina estetica secondo principi etici e inclusivi”, ha sottolineato.
In seguito, il cuore del meeting è stato rappresentato dalla sessione “Medicina Estetica tra Società, Tecnologia ed Etica clinica”.
Ad aprire il confronto è stato Salvatore Corsello, ProRettore UniCamillus con Delega alla Comunicazione Scientifica, che ha fissato il perimetro etico dell’intero incontro: la medicina estetica deve avere come unico obiettivo il benessere reale della persona, evitando di ridursi a risposta a pressioni sociali o richieste superficiali. Etica e centralità del paziente non sono negoziabili, ma il fondamento stesso della pratica clinica.
Il dibattito è poi entrato nel merito della rivoluzione farmacologica in atto con l’intervento di Marco Infante, Docente UniCamillus, Endocrinologo e Diabetologo, che ha affrontato il tema dei farmaci agonisti dei recettori GIP e GLP-1. Il messaggio è stato netto: non strumenti per dimagrire “a richiesta”, ma terapie cliniche da utilizzare esclusivamente in presenza di patologie reali, con gestione specialistica rigorosa e piena consapevolezza dei rischi.
Proseguendo, Candida Marandola – Direttrice Master UniCamillus Medicina Estetica in Odontoiatria – e Massimo Giannessi – Direttore Generale e Co-Founder Accurate – hanno mostrato come le tecnologie di simulazione avanzata stiano ridefinendo la formazione universitaria in medicina estetica. In un settore dove il rischio di improvvisazione è crescente, la competenza diventa la prima forma di tutela del paziente.
A chiudere, un esempio concreto di medicina estetica orientata alla salute è stato presentato da Giovanna Franceschelli – Direttrice Master UniCamillus Medicina Estetica del viso – e da Francesco Calvani – Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale – con il rinofiller funzionale: non una semplice procedura estetica, ma un intervento che migliora una funzione – il flusso aereo nasale – con benefici immediati per il paziente. Un approccio che ribalta la prospettiva tradizionale: prima la salute, poi l’estetica.
L’incontro ha assunto così un significato che va oltre il confronto scientifico: rappresenta l’avvio di una riflessione strutturata sul ruolo della medicina estetica e sulla responsabilità delle università nel definirne standard, limiti e qualità.
“UniCamillus non forma solo professionisti competenti: formiamo persone che sappiano agire con responsabilità e integrità – ha concluso il Rettore Profita – La medicina estetica deve essere uno strumento di benessere reale, al servizio della salute e della dignità del paziente, mai del profitto o della vanità, e mai a scapito delle fragilità o delle insicurezze delle persone. Un vero professionista non si limita alla pratica clinica: fa la differenza nella vita reale delle persone, nella loro salute e nella loro serenità”.
L’obiettivo dell’incontro, si legge in una nota, è stato quello di sottolineare l’urgenza di un approccio etico nella medicina estetica. “In un settore in rapida espansione, dove i confini tra scienza, business e desiderio estetico si assottigliano, UniCamillus interviene con fermezza: la medicina estetica non va demonizzata e deve essere praticata da professionisti formati nelle Università. Ma allo stesso tempo – si evidenzia – non può e non deve mai perdere il suo fondamento etico: il paziente va informato e trattato con estrema cura e approccio scientifico senza mai essere oggetto di spregiudicata aggressione commerciale”.
Il confronto con docenti ed esperti di medicina estetica, endocrinologia, chirurgia maxillo-facciale e tecnologie innovative si inserisce in una domanda strategica precisa: è possibile sviluppare questo ambito senza compromessi scientifici e mantenendo un’identità etica solida e riconoscibile?
I numeri rendono la questione urgente. La medicina estetica è oggi uno dei comparti sanitari a più rapida crescita, con un mercato globale destinato a superare i 27 miliardi di dollari, mentre i farmaci metabolici di nuova generazione – anche usati per dimagrire – potrebbero superare i 120 miliardi entro il 2030. In questo scenario, segnato da crescente accessibilità e pressione sociale sull’immagine, il rischio è concreto: trasformare la medicina in risposta immediata a bisogni indotti, più che a reali necessità cliniche.
E’ su questo terreno che UniCamillus prende posizione: “l’innovazione – spiega l’Ateneo – non può tradursi in semplificazione, abuso o deriva commerciale, ma deve restare ancorata a sicurezza, appropriatezza clinica e tutela del paziente”.
Dopo i saluti del Rettore Profita, Donatella Padua, Segretaria Generale dell’Advisory Board, ha tenuto il suo intervento dal titolo “La Medicina estetica oggi: tra longevità e trasformazioni sociali”.
“Oggi il mercato della medicina estetica cresce a ritmi superiori al 10% annuo, spinto dalle pressioni dei social media, dall’innovazione tecnologica e dall’espansione delle fasce più giovani. L’estetica sta diventando un nuovo paradigma di inclusione ed esclusione sociale: è proprio qui che UniCamillus individua una responsabilità e un’opportunità, quella di formare medici di medicina estetica secondo principi etici e inclusivi”, ha sottolineato.
In seguito, il cuore del meeting è stato rappresentato dalla sessione “Medicina Estetica tra Società, Tecnologia ed Etica clinica”.
Ad aprire il confronto è stato Salvatore Corsello, ProRettore UniCamillus con Delega alla Comunicazione Scientifica, che ha fissato il perimetro etico dell’intero incontro: la medicina estetica deve avere come unico obiettivo il benessere reale della persona, evitando di ridursi a risposta a pressioni sociali o richieste superficiali. Etica e centralità del paziente non sono negoziabili, ma il fondamento stesso della pratica clinica.
Il dibattito è poi entrato nel merito della rivoluzione farmacologica in atto con l’intervento di Marco Infante, Docente UniCamillus, Endocrinologo e Diabetologo, che ha affrontato il tema dei farmaci agonisti dei recettori GIP e GLP-1. Il messaggio è stato netto: non strumenti per dimagrire “a richiesta”, ma terapie cliniche da utilizzare esclusivamente in presenza di patologie reali, con gestione specialistica rigorosa e piena consapevolezza dei rischi.
Proseguendo, Candida Marandola – Direttrice Master UniCamillus Medicina Estetica in Odontoiatria – e Massimo Giannessi – Direttore Generale e Co-Founder Accurate – hanno mostrato come le tecnologie di simulazione avanzata stiano ridefinendo la formazione universitaria in medicina estetica. In un settore dove il rischio di improvvisazione è crescente, la competenza diventa la prima forma di tutela del paziente.
A chiudere, un esempio concreto di medicina estetica orientata alla salute è stato presentato da Giovanna Franceschelli – Direttrice Master UniCamillus Medicina Estetica del viso – e da Francesco Calvani – Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale – con il rinofiller funzionale: non una semplice procedura estetica, ma un intervento che migliora una funzione – il flusso aereo nasale – con benefici immediati per il paziente. Un approccio che ribalta la prospettiva tradizionale: prima la salute, poi l’estetica.
L’incontro ha assunto così un significato che va oltre il confronto scientifico: rappresenta l’avvio di una riflessione strutturata sul ruolo della medicina estetica e sulla responsabilità delle università nel definirne standard, limiti e qualità.
“UniCamillus non forma solo professionisti competenti: formiamo persone che sappiano agire con responsabilità e integrità – ha concluso il Rettore Profita – La medicina estetica deve essere uno strumento di benessere reale, al servizio della salute e della dignità del paziente, mai del profitto o della vanità, e mai a scapito delle fragilità o delle insicurezze delle persone. Un vero professionista non si limita alla pratica clinica: fa la differenza nella vita reale delle persone, nella loro salute e nella loro serenità”.
– foto ufficio stampa UniCamillus –
(ITALPRESS).






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