La cantina Rapitalà ha ospitato gli studenti del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Palermo per una giornata di formazione pratica in vigneto.

L’iniziativa ha portato gli studenti fuori dalle aule universitarie, offrendo un confronto diretto con le attività quotidiane che caratterizzano il lavoro in campo.

Un’esperienza concreta, che ha permesso di osservare da vicino tecniche e scelte operative che incidono sulla qualità della produzione vitivinicola.

Formazione sul campo per i futuri enologi

Cuore della giornata è stata una lezione pratica di potatura in campo, momento chiave per la formazione di chi si prepara a lavorare nel settore. Gli studenti hanno approfondito i principali sistemi di allevamento della vite, con particolare attenzione al cordone speronato e al Guyot, due modelli diffusi nei vigneti italiani.

Durante l’attività, l’attenzione si è concentrata su aspetti tecnici precisi: la qualità dei tagli, l’orientamento delle gemme e i criteri di intervento rispettosi del flusso linfatico della pianta. Elementi che incidono sulla struttura della vite e sulla sua durata nel tempo.

Comprendere questi passaggi significa intervenire in modo corretto sulla pianta, evitando stress e garantendo una crescita equilibrata del vigneto.

All’incontro hanno partecipato il professor Antonino Pisciotta, coordinatore del corso di laurea, la professoressa Maria Gabriella Barbagallo e l’agronomo Giuseppe Meo, figura tecnica dell’azienda.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto tra formazione accademica e pratica aziendale. Nel settore vitivinicolo, ogni scelta agronomica ha conseguenze dirette sulla produzione. La potatura, in particolare, incide sulla resa, sulla qualità dell’uva e sulla salute della pianta nel lungo periodo. Per questo motivo, la formazione sul campo assume un ruolo centrale nel percorso degli studenti.

Nuove competenze per affrontare le sfide della viticoltura

La viticoltura ed enologia richiedono oggi preparazione tecnica e capacità di adattamento. Le sfide legate al clima, alla sostenibilità e alla qualità impongono scelte sempre più precise.

Esperienze come quella organizzata da Rapitalà permettono agli studenti di acquisire una visione completa del lavoro in vigneto. Non si tratta solo di apprendere tecniche, ma di comprendere le logiche che guidano ogni intervento.

Il dialogo tra Università di Palermo e realtà produttive come Rapitalà si conferma un modello efficace. Questo tipo di collaborazione contribuisce a formare professionisti pronti ad affrontare le esigenze del settore. In Sicilia, dove la viticoltura rappresenta una risorsa economica e culturale di primo piano, il legame tra formazione e impresa assume un valore strategico.