“La conferenza internazionale per la pace nel Mediterraneo, promossa dal centro studi Emir Abdelkader per la ricerca, gli studi strategici e dialogo mediterraneo al Parlamento di Malta in un momento storico segnato da tensioni e incertezze, rappresenta un segnale forte e concreto di dialogo, cooperazione e volontà condivisa di costruire un futuro di stabilità, sicurezza e convivenza pacifica tra i popoli del Mediterraneo”. Lo ha detto l’Imam di Catania Abdelhafid Kheit che è anche presidente del centro studi Emir Abdelkader, a margine del ‘tavolo internazionale’ a La Valletta, che si tiene oggi e domani, con delegazioni di 13 Paesi dell’area euro-mediterranea e mediorientale.

Malta per due giorni capitale della Pace

“Questi due giorni a Malta – ha invece osservato Emiliano Abramo della comunità di Sant’Egidio siciliana e relatore a uno degli incontri – riallaccia le fila del dialogo tra culture, religioni e istituzioni. È una ritrovata via di pace in questo tempo così difficile”.

All’appuntamento maltese di dialogo e confronto interculturale, sempre dall’Italia e’ presente Enzo Bianco, ex ministro dell’Interno e già sindaco di Catania che ha sottolineato come “l’importanza di un confronto e una riflessione condivisa sui problemi e le prospettive che interessano i paesi dell’Area Euro-Mediterranea, appare utilissima, direi indispensabile” e che “lavoreremo con serietà e passione per suggerire proposte e iniziative”.

Grande occasione

Per Paolo Garofalo, presidente Centro studi ‘Med.Mez.’ quella al parlamento di Malta, “E’ una grande occasione che ci sta consentendo di mettere assieme grandi personalità con un unico obiettivo, quello di tornare alla centralità del Mediterraneo con un impostazione down-up, dai centri culturali, dalle università, da alcune istituzioni con una posizione netta orientata al rispetto di questa grande realtà che è appunto il Mediterraneo”. Il programma della due giorni prevede fra gli altri anche gli interventi dello speaker del Parlamento maltese Anġlu Farrugia, dell’ex ministro palestinese Ali Kheshan, di rappresentanti turchi, qatarioti e algerini come l’ambasciatore Mohamed Khelifi, e di studiosi provenienti da Francia e Spagna.