Ad una settimana esatta dalla comparsa di una svastica fatta risalire ad un atto vandalico che ha visto una pensilina dell’autobus imbrattata vicino allo stadio di Palermo, un’altra svastica é stata segnalata sui muri della città, questa volta all’interno del Giardino Inglese. A denunciarlo è il Movimento 5 Stelle di Palermo che condivide anche la fotografia segnalata dall’associazione civica Palermo Alert su Facebook.

Randazzo “Necessario indagare”

“É necessario indagare anche su questo grave episodio che sporca nuovamente l’immagine e la storia della città di Palermo. Non sappiamo a quando risalga questo atto vandalico, ma risulta strano che in un bene pubblico, di recente riqualificato con fondi PNRR, nessuno si sia accorto di nulla. Non bisogna fare l’errore di sottovalutare segnali del genere” dice Antonino Randazzo, consigliere comunale e metropolitano di Palermo.

Episodio che indigna

Dura anche la senatrice Dolores Bevilacqua: “Si tratta di un episodio che indigna e desta preoccupazione anche in virtù delle posizioni del Governo Meloni che in questi anni ha preferito girarsi dall’altra parte davanti a rigurgiti neofascisti come questo. Come sull’emendamento al disegno di legge sull’antisemitismo che avrebbe inasprito le sanzioni per l’ostentazione di simbologie nazifasciste e commemorazioni in stile Acca Larentia, ma che il governo di destra ha pensato bene di bocciare”.

“Auspichiamo – concludono Bevilacqua e Randazzo – che le istituzioni locali intervengano prontamente per rimuovere questo scempio e che intervenga anche il Prefetto per garantire maggiore controllo del territorio a Palermo”.

Solo vandalismo o c’è di più?

Il primo episodio risale a giovedì della scorsa settimana quando una svastica è comparsa sulla prima pensilina intelligente installata nel sistema di trasporto urbano di Palermo in Piazza Giovanni Paolo II che i palermitani continuano a chiamare piazza de Gasperi, di fronte lo stadio.

La DIGOS ha avviato le indagini e sta analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili. Inoltre, ha incaricato il Comune per rimuoverla.

Il simbolo e la legge

La svastica non è una scritta qualsiasi. In Italia la sua esibizione pubblica è sanzionata dalla legge Mancino (L. 654/1975, modificata dalla L. 205/1993): chi propaga idee fondate sull’odio razziale o esibisce pubblicamente simboli nazisti rischia la reclusione da tre mesi a tre anni. La norma si applica anche a disegni tracciati su superficie pubblica.

Episodi analoghi si sono verificati negli anni recenti in Sicilia: nel 2020 una svastica era comparsa sulla cassetta della posta del Museo del Giocattolo di Bagheria, accompagnata da un biglietto antisemita in tedesco.