Il piano della sosta di Ortigia finisce sotto la lente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. A presentare una segnalazione formale è stato Michele Mangiafico, in qualità di leader del movimento Civico 4, che ha acceso i riflettori su presunte criticità nelle procedure amministrative adottate dal Comune di Siracusa.

La contestazione si concentra sul rispetto degli obblighi di trasparenza, tracciabilità e corretta gestione degli incarichi professionali esterni.

Secondo quanto emerso dall’analisi del comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente”, con il quale il movimento ha lavorato braccio a braccio, gran parte delle elaborazioni tecniche e dei dataset utilizzati per la costruzione del piano della sosta sarebbero detenuti dai professionisti incaricati e non risulterebbero ancora formalmente acquisiti agli atti dell’amministrazione comunale.

Il Responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente avrebbe confermato che l’amministrazione ha dovuto richiedere tali dati ai consulenti per poter rispondere alle istanze di accesso presentate dai cittadini.

“Una situazione che – spiega Mangiafico – solleva criticità rispetto al Decreto legislativo 33/2013, che disciplina l’accesso civico generalizzato e presuppone la disponibilità dei documenti negli archivi dell’ente, così da consentire la verifica dei presupposti tecnici alla base delle decisioni pubbliche. La mancata disponibilità diretta dei dati incide infatti sulla piena tracciabilità dell’istruttoria”

Nel documento trasmesso all’Anac si evidenzia inoltre che, qualora studi e modelli di calcolo costituiscano l’oggetto delle prestazioni professionali affidate e retribuite dal Comune, questi dovrebbero essere formalmente consegnati all’amministrazione. La mancata acquisizione pone dubbi sulla corretta esecuzione del contratto e sulla vigilanza che l’ente deve esercitare sui servizi tecnici esternalizzati.

Vengono segnalate anche difficoltà nella gestione delle comunicazioni e delle richieste di accesso agli atti, con riscontri ritenuti non sempre chiari o tempestivi da parte degli uffici competenti.

Alla luce di questi elementi, l’Anac è stata chiamata a valutare se la disponibilità dei dataset presso soggetti esterni possa compromettere la piena conoscibilità dei presupposti istruttori e se le procedure seguite dal Comune siano conformi ai principi di integrità dell’azione amministrativa.

“Con gli esponenti del comitato abbiamo più volte segnalato dubbi e criticità all’amministrazione senza ottenere risposta – dichiara Mangiafico –. Adesso sarà l’Anac a verificare la correttezza”.

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