Licata diventa laboratorio di cultura, innovazione e identità territoriale grazie al percorso “Il Viaggio dei Quattro Elementi di Empedocle”, un’esperienza educativa e culturale di forte impatto realizzata dall’Associazione Quintessenza, guidata da Tony Rocchetta, agricoltore custode, nell’ambito delle attività del Progetto FUTURAMA – impresa sociale.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti del Liceo Scientifico G.B. Odierna di Palma di Montechiaro, coinvolti in un percorso di orientamento STEAM che mette in relazione scuola, impresa, cultura e territorio, offrendo ai giovani l’opportunità concreta di conoscere nuove prospettive professionali e imprenditoriali.

Il viaggio ha avuto inizio presso Make Hub, spazio di coworking polifunzionale nel cuore di Licata, fondato da Angelo Sanfilippo, luogo di incontro per professionisti, startup e innovatori. Qui gli studenti hanno conosciuto il progetto di valorizzazione della Chiattulidda Licatese, raccontato da Tony Rocchetta, attraverso anni di studio, ricerca e sperimentazione.


Un percorso che ha portato alla nascita di prodotti identitari come farine di grani locali, pasta artigianale e la pasta a forma di Sicilia, oltre alla realizzazione di un libro dedicato alla storia di questa cultivar. Un esempio concreto di come tradizione agricola, ricerca scientifica e imprenditorialità possano generare sviluppo e nuove opportunità di lavoro nel territorio, contrastando uno dei problemi più urgenti del Sud: lo spopolamento giovanile.

Il percorso è proseguito nel suggestivo Food Camp di Pozzo Gradiglia a Licata, straordinaria testimonianza di ingegneria idraulica di epoca araba, recuperata e restituita alla comunità grazie all’impegno di Tony Rocchetta e di numerosi volontari.

Qui gli studenti hanno vissuto un’esperienza immersiva tra storia, agronomia e scienza, attraverso il racconto dei quattro elementi di Empedocle – acqua, aria, terra e fuoco.


L’acqua del pozzo ha raccontato la straordinaria capacità delle civiltà arabe di captare e convogliare l’acqua di sorgente attraverso canali scavati nella roccia, sfruttando principi naturali e leggi della fisica.

Aria e terra hanno preso forma nell’orto didattico, un vero laboratorio a cielo aperto dedicato alla biodiversità siciliana, con ortaggi, leguminose, piante aromatiche e specie della macchia mediterranea, simbolo della custodia del patrimonio agricolo locale.

Infine il fuoco, elemento della trasformazione e della memoria, ha accompagnato gli studenti in un viaggio nel tempo nel museo etnoantropologico, dove sono stati raccontati i gesti e la vita quotidiana dei contadini dei primi del Novecento, culminando nella preparazione del tradizionale pane cunzato realizzato con grani antichi e lievito madre.

Un pane che racchiude oltre duemila anni di storia, cultura e tradizione, simbolo dell’identità di un popolo e del legame profondo tra terra, comunità e memoria.

L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come educazione, cultura e valorizzazione del territorio possano diventare strumenti concreti di crescita per le nuove generazioni.


Il messaggio emerso con forza durante la giornata è chiaro:

il futuro dei giovani non deve necessariamente essere lontano dalla propria terra.

Attraverso conoscenza, innovazione e valorizzazione delle proprie radici, il territorio può diventare luogo di opportunità, lavoro e rinascita sociale.

“Il Viaggio dei Quattro Elementi” dimostra che quando scuola, cultura, impresa e comunità collaborano, nasce un modello capace di ispirare i giovani e costruire un futuro più consapevole e sostenibile.

Un segnale forte che parte dalla Sicilia e che racconta una verità semplice ma potente:

il futuro si costruisce partendo dalle proprie radici. 

Luogo: Associazione , Via Cimabue , 15, LICATA, AGRIGENTO, SICILIA

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