Da simbolo di degrado e illegalità a fulcro di cultura, arte e rinascita sociale. Questa è la visione ambiziosa e concreta di Adriano Cacciatore, responsabile del Dipartimento Cultura del coordinamento cittadino UDC, per il recupero dei ruderi della Chiesa del Santissimo Crocifisso all’Albergheria.
Un luogo oggi ferito, nel cuore pulsante di Ballarò, che non può più essere lasciato all’incuria e all’abbandono. Ogni 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, i resti della chiesa diventano teatro delle cosiddette “vampe”: falò alimentati da rifiuti e legname accumulati tra le antiche mura. Un rituale che non solo deturpa un patrimonio storico e culturale, ma mette a serio rischio l’integrità delle strutture superstiti e della celebre opera iconica di Igor Scalisi Palminteri che domina la piazza.
«Il recupero di questo spazio rappresenta una sfida prioritaria per la rigenerazione urbana e sociale dell’intero quartiere», dichiara Cacciatore. «Non possiamo più tollerare che un vuoto urbano diventi un serbatoio di illegalità e degrado. La nostra proposta è chiara: trasformare questo luogo in un centro culturale vivo, sicuro e accessibile tutto l’anno, restituendo dignità e opportunità ai cittadini.»
Il Progetto: “Il Giardino del Moro”
Il piano d’intervento, promosso dall’UDC, si fonda su tre pilastri strategici:
Sicurezza e Prevenzione Antincendio: La prima fase prevede la bonifica immediata dell’area dai detriti e il consolidamento delle arcate storiche. Per prevenire i roghi, si propone una pavimentazione drenante realizzata con materiali non infiammabili come pietra lavica o grès, accompagnata da un impianto di illuminazione artistica a LED che scoraggi ogni uso improprio dell’area nelle ore notturne.
Spazio Polifunzionale e Culturale: Al centro del progetto c’è l’Arena San Benedetto, un teatro all’aperto che sfrutterà l’acustica naturale delle pareti storiche, con lo sfondo suggestivo del murale di San Benedetto il Moro. Accanto, strutture leggere in vetro e acciaio ospiteranno il Laboratorio di Quartiere, dedicato all’artigianato, all’arte e alle attività doposcuola. Un percorso espositivo racconterà la storia della chiesa, dal XVI secolo fino ai bombardamenti del 1943.
Risorse e Finanziamenti: Per realizzare questo ambizioso progetto, Cacciatore punta sui fondi del PNRR Missione 5 (Rigenerazione Urbana), sui nuovi stanziamenti del Fondo Nazionale Rigenerazione Urbana 2025-2026 e sui bandi regionali “Cultura e Identità” della Regione Siciliana.
Una nuova tradizione per l’Albergheria
L’obiettivo finale è culturale e sociale: sostituire la “vampa” distruttiva con una celebrazione legale, partecipata e costruttiva. «Dobbiamo coinvolgere i giovani del quartiere», conclude Cacciatore. «Proporre una fiera dell’artigianato o una degustazione di sfinci all’interno del Giardino del Moro significherebbe trasformare un rito di degrado in un’occasione di sviluppo economico e sociale. La bellezza e la cultura sono le uniche armi efficaci contro l’abbandono e l’illegalità.»
Un progetto che non è solo un intervento urbanistico, ma un vero e proprio impegno politico per restituire dignità, sicurezza e speranza a un quartiere storico di Palermo.

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