Il settore del gioco d’azzardo in Italia vale miliardi di euro e contribuisce in maniera rilevante al Pil. La raccolta, tra punti di gioco fisici e online, nel 2024 ha raggiunto oltre 157 miliardi, una somma mai registrata in passato, che segue il trend di una crescita costante negli ultimi 20 anni, ad eccezione del biennio del Covid 2020-21 in cui si è registrata una flessione.

Proprio l’importanza del comparto e il fatto che sia un tipo di attività che ha effetti anche sulla salute pubblica, ha determinato una riforma, partita nel 2024, che ha cambiato in maniera decisiva lo scenario dell’azzardo legale, in modo particolare per quanto riguarda l’online gaming. Da oltre 400 siti di gioco autorizzati, si è passati a soltanto 52. Scopriamo perché e cosa è cambiato per i giocatori del sud.

I cambiamenti legislativi e il nuovo bando

Il riordino del settore del gioco è stato avviato da un’importante riforma, quella entrata in vigore con il Decreto Legislativo 41 del 2024. Tra gli obiettivi di questo provvedimento vi era un cambiamento nel sistema delle concessioni, un maggiore controllo sui concessionari, ma anche più sicurezza e tutela nei confronti dei giocatori, con particolare attenzione ai minori e alle fasce più vulnerabili. In base a quanto indicato nel decreto, è stato pubblicato un nuovo bando che ha portato all’assegnazione delle nuove concessioni necessarie per offrire gioco online in Italia.

Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 17 dicembre 2024, il termine per presentare la propria candidatura era il 30 maggio 2025, e il nuovo sistema, con gli operatori autorizzati è entrato in vigore lo scorso 13 novembre 2025. Il panorama del gioco a distanza è mutato radicalmente.

Da 400 a 52 operatori legali

L’effetto più evidente agli occhi dei giocatori è stata l’estrema riduzione del numero di concessionari legali. Si è passati infatti da oltre 400 siti di casinò e scommesse a 52. Questo può far pensare che il giocatore abbia meno scelta e minori possibilità di approfittare di bonus scommesse e offerte varie. Ma in realtà il mondo del gaming ne ha guadagnato in maggiore trasparenza e sicurezza.

A ridurre così tanto il numero delle concessioni, sono state in parte i nuovi requisiti imposti agli operatori interessati a entrare o restare sul nostro mercato. Tra questi, anche l’investimento economico, ha avuto un proprio peso. Ma il vero taglio al proliferare dei siti di gioco con licenza ADM è stato determinato dalla regola che ha posto fine al fenomeno degli operatori multi-brand e delle skin.

Con la nuova legge, infatti, ad ogni concessione può corrispondere un solo dominio, e dunque un solo portale di gioco. In passato gli operatori potevano sfruttare la propria concessione per proporre online più siti online, con domini diversi, le cosiddette skin, sotto un’unica licenza. Il risultato è quello di un mercato decisamente più ristretto, ma al tempo stesso più trasparente, e controllato. Il che si traduce in maggiore e sicurezza per i giocatori.

Il meridione gioca di più online

Gli ultimi dati relativi all’azzardo online in Italia, quelli del 2024, ci raccontano di una raccolta nazionale solo online di oltre 92 milioni di euro. Di questi più di 42 milioni sono stati giocati al sud e sulle isole; 31 milioni circa al nord e 17 milioni e 800mila euro al centro. La media di giocate online pro-capite nel mezzogiorno è più alta rispetto al resto d’Italia, con 2147 euro annui calcolati su tutta la popolazione residente, rispetto a una media nazionale di 1563 euro.

Andando a guardare la distribuzione su base regionale, si vede come le aree in cui si gioca di più sono Campania, Sicilia, Calabria, Molise. In Campania c’è anche un record di conti online attivi rispetto alla popolazione: 817 ogni 1000 residenti d’età tra i 18 e i 74 anni. In Sicilia sono 659 i conti attivi, in Calabria 644, in Puglia 616, in Basilicata 564, mentre la media nazionale è di 471 conti.

Questo fa presumere che per molti giocatori meridionali, il passaggio al nuovo regime non sia stato indolore. Dato il numero di conti attivi, è facile immaginare che ogni giocatore abbia aperto più di un account, magari per sfruttare i migliori bonus benvenuto scommesse, e che utilizzasse attivamente questo o quell’altro sito, per approfittare delle quote più conveniente.

Cosa è successo ai vecchi account

Chi aveva più profili aperti, magari su piattaforme gestite con il sistema delle skin, si è trovato a effettuare il passaggio verso il dominio principale dell’operatore, nei casi in cui quest’ultimo abbia ottenuto la nuova concessione. In tal caso i conti di gioco non sono stati cancellati, ma accorpati o trasferiti sotto il brand principale.

Diverso il caso degli operatori che non hanno partecipato al bando o non hanno ottenuto il rinnovo della concessione. Durante la fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema, hanno dovuto a informare gli utenti della chiusura del sito, garantendo la possibilità di prelevare i propri fondi dal conto di gioco. Sotto la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i concessionari non più autorizzati sono obbligati alla restituzione dei saldi e alla chiusura dei conti online.

Oggi a disposizione dei giocatori c’è un panorama di siti di scommesse e casinò decisamente ridimensionato, ma in cui le garanzie sono maggiori. Il Decreto legislativo 41 ha introdotto una serie di strumenti per aumentare la sicurezza del gioco pubblico. Oltre ai controlli più severi, devono essere applicati una serie di sistemi di protezione per i giocatori, in particolare minori e misure di contrasto alla ludopatia.

Si tratta di limiti sugli importi che vengono depositati in un certo periodo, limiti di spesa, di perdita e di durata dell’attività di gioco. Tali limitazioni possono essere stabilite dal concessionario sulla base dell’età del giocatore e dei comportamenti rilevati. Vengono introdotti messaggi di alert automatici che segnalano la durata delle sessioni. Vige l’obbligo di destinare parte degli utili a offrire informazioni corrette sul gioco e sui rischi ad esso correlati.