Le voci si inseguono da giorni, da quando  è partita la sequenza dimissioni a livello nazionale che hanno fattoi seguito alla sconfitta referendaria. Ma nessuna conferma è mai arrivata. Al contrario anche le dichiarazioni ufficiali sono sempre state sibilline: “In Sicilia si seguiranno le indicazioni del partito a livello nazionale” aveva detto il Commissario di FdI Luca Sbardella, fedelissimo della Presidente del Consiglio.

Voci sopite che ora ritornano

Le voci sul fatto che a rischiare potessero essere gli indagati di Fratelli d’Italia ovvero l’assessore al turismo Elvira Amata e il Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, prima erano state insistenti, poi si erano spente, adesso sembrano tornare anche se si dice che la stessa Meloni abbia detto agli altri leader del centrodestra “Della Sicilia non mi occupo”, almeno secondo l’indiscrezione raccolta e riportata da La Sicilia.

Galvagno: Pronto a seguire le indicazioni del partito”

Sul tema oggi il Presidente dell’ars rompe il silenzio rispondendo all’agenzia di stampa Ansa: “Non ho avuto indicazioni in alcun senso e non ho ricevuto nessun genere di invito. Noi però siamo persone di partito, quindi risponderemo se dovessimo essere chiamati in causa” ha detto Gaetano Galvagno.

“Se quindi sono disposto a fare un passo indietro? Assolutamente sì, ci mancherebbe” ha confermato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Due persone, due fattispecie diverse

Il commissario regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia, Luca Sbardella, aveva detto che anche in Sicilia poteva essere applicato lo stesso criterio romano per gli indagati del partito cioè le dimissioni anche se la sua frase poteva significare tutto e il suo contrario.

Sono due gli esponenti di spicco del partito dei quali si parla da una settimana perché coinvolti in inchieste giudiziarie: per il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, il 4 maggio comincerà il processo per corruzione, peculato e truffa, mentre per l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, invece, si è alla richiesta di rinvio a giudizio per corruzione e il gip si pronuncerà il prossimo 20 aprile.

“La mia e quella della Amata però sono due fattispecie differenti – dice sempre Galvagno – io rappresento il Parlamento, lei il governo regionale. In tutti i casi sento molto l’appartenenza a questo partito e quindi non avrei difficoltà alcuna di nessun genere”.