Rino Gattuso non è più il commissario tecnico dell’Italia. Le dimissioni sono arrivate nella mattina di oggi, 3 aprile, tre giorni dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia Erzegovina che ha escluso gli azzurri dal Mondiale per la terza volta consecutiva. Alla FIGC è in corso la trattativa per la risoluzione consensuale del contratto (tecnicamente in scadenza il 20 luglio) e l’accordo formale è atteso nelle prossime ore, probabilmente dopo le festività pasquali.
Il tecnico calabrese era rimasto in carica per una ragione precisa: subito dopo il ko di Zenica aveva tentato di dimettersi, ma Gabriele Gravina lo aveva convinto ad aspettare. Gattuso era pronto a lasciare immediatamente dopo Bosnia-Italia, ma aveva rimesso il proprio futuro nelle mani del presidente federale su richiesta esplicita di Gravina. Quando anche Gravina ha rassegnato le sue dimissioni, seguito a stretto giro da Gigi Buffon, il percorso del CT era già scritto.
Come sono andate le ultime ore alla FIGC
Il 2 aprile Gravina ha informato i massimi rappresentanti delle componenti federali (dalla Lega A alla Lega Dilettanti, dall’AIC all’AIAC) di aver rassegnato le dimissioni e ha convocato l’Assemblea Straordinaria Elettiva per il 22 giugno a Roma. Poche ore dopo, anche Gianluigi Buffon ha annunciato il proprio addio al ruolo di capo delegazione azzurra.
Gattuso ha trascorso i giorni successivi alla partita a Marbella, in Spagna, con la famiglia. L’appuntamento con la Federazione per la firma formale era slittato a dopo Pasqua, con i contratti dell’intero staff (vice Luigi Riccio, i preparatori Dominici e Tenderini, il match analyst Sangermani) n scadenza il 31 luglio.
Ma questa mattina è arrivata la comunicazione ufficiale: le dimissioni di Gattuso sono state formalizzate e in Federcalcio è prevista a breve la risoluzione del contratto, per la quale è in corso una trattativa.
Cosa ha detto Gattuso dopo la partita con la Bosnia
Il tecnico aveva parlato a caldo, la notte del 31 marzo, nello spogliatoio dello stadio Bilino Polje di Zenica. Aveva definito i suoi giocatori “eroici”, aveva riconosciuto la sconfitta come “una mazzata difficile da digerire” e aveva aggiunto, quasi sottovoce, che avrebbe voluto fare di più per il paese, per le famiglie dei calciatori, per il movimento. Poi, la frase più schietta: “Chiedo scusa, perché non ce l’ho fatta”.






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