Notte di massima allerta nella base aerea militare di Sigonella. Anche sotto le pendici dell’Etna tutto era pronto per sostenere l’attacco contro l’Iran annunciato dal presidente statunitense Donald Trump.
34 minuti dopo la mezzanotte, dalla pista dello scalo militare catanese si alzava in volo il Poseidon P8A , l’aereo radar necessario per raccogliere dati sulle forze nemiche e per sostenere gli attacchi dei caccia e dei bombardieri. Il Poseidon è già stato utilizzato sin dall’inizio del conflitto mai dichiarato tra Stati Uniti e Iran.
Dopo 40 minuti di volo, l’aereo radar ha agganciato alla fine del canale di Sicilia due aerei cisterna Stratotanker delle forze aeree statunitensi, provenienti dalle basi militari del centro Europa. Gli stratotanker sono fondamentali per mantenere la flotta navale lontana dal raggio d’azione dei missili iraniani e consentire il rifornimento in volo dei cacciabombardieri.
Quando poi a tarda notte è scoppiata la tregua, gli stratotanker hanno fatto marcia indietro e il Poseidon ha spento il segnale di trasmissione, scomparendo nel centro del canale di Sicilia.
A tarda notte, con il mondo che tirava un sospiro di sollievo, un airbus miltare, in partenza dalla Giordania iniziava il volo di avvicinamento verso le coste siciliane. E altri due stratotanker delle forze aeree staunitensi si alzavano in volo dall’aeroporto di Tel Aviv diretti verso le aree del conflitto. Quasi a ricordare sulla mappe radar che la pace è ancora lontana.






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