Domani mattina, prima di andare in farmacia, vale la pena sapere cosa si trova. Lunedì 13 aprile, infatti, le farmacie private italiane aderiscono a uno sciopero nazionale di 24 ore, dalle mezzanotte alle 24, che coinvolge tutto il personale dipendente: non solo i farmacisti collaboratori, ma anche gli addetti e gli operatori impiegati nel settore. A proclamare la mobilitazione sono i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS, con l’adesione di Usi 1912 e Usu Commercio Turismo e Servizi. In gioco ci sono oltre 76mila lavoratori su tutto il territorio nazionale.
Le farmacie, però, non abbassano le serrande. La Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha stabilito che almeno un terzo del personale normalmente impiegato deve restare operativo e che deve essere garantita almeno il 50% delle prestazioni abituali. I farmaci urgenti si trovano. Le consulenze non urgenti e le preparazioni galeniche, invece, potrebbero non essere disponibili.
Perché si sciopera
La ragione è semplice nella sua durezza: il contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie private è scaduto da circa 16 mesi, il 31 agosto 2024, senza che le trattative abbiano prodotto un accordo. È già la seconda grande mobilitazione in meno di sei mesi – la prima si era tenuta lo scorso 6 novembre – segno che la distanza tra sindacati e datori di lavoro resta ampia.
Al centro c’è soprattutto la questione salariale. I sindacati rivendicano per il farmacista collaboratore un incremento intorno ai 360 euro, necessario a recuperare l’erosione causata dall’inflazione nel periodo di vacanza contrattuale. Le proposte avanzate dalla parte datoriale, invece, si collocano tra 120 e 200 euro complessivi, con una quota costruita anche su elementi non stabili della retribuzione. Ma il denaro non è l’unico nodo. Sullo sfondo si muove un cambiamento molto più profondo che riguarda il ruolo stesso della farmacia sul territorio. La progressiva affermazione della “farmacia dei servizi” sta modificando in maniera sostanziale il perimetro dell’attività quotidiana: non più soltanto dispensazione di farmaci e consulenza, ma anche vaccinazioni, prestazioni diagnostiche, servizi di prevenzione e attività sempre più vicine a quelle di un presidio sanitario di prossimità. Una trasformazione che i sindacati giudicano non adeguatamente riconosciuta né economicamente né contrattualmente.
Cosa garantisce Federfarma e cosa no
Federfarma ha chiarito che le farmacie resteranno aperte con battenti aperti, rispettando il normale orario, salvo diverse indicazioni dell’Azienda sanitaria o del Sindaco. Il personale in sciopero non può essere sostituito da lavoratori esterni: contratti a termine, somministrazione o collaborazioni coordinate. Nelle farmacie individuali in cui tutti i dipendenti aderissero allo sciopero, il titolare è comunque tenuto a garantire il servizio con la propria attività professionale. Solo in caso di oggettiva impossibilità (ad esempio per motivi di salute) potrà comunicare la chiusura all’Azienda sanitaria e al Sindaco. Le farmacie societarie, invece, se vedessero scioperare tutti i farmacisti compreso il direttore, avranno facoltà di comunicare la chiusura per la sola giornata dello sciopero.
C’è però un elemento di incertezza operativa. Le organizzazioni sindacali hanno fatto sapere che non si atterranno alle indicazioni della Commissione di Garanzia, annunciando l’intenzione di applicare una regolamentazione risalente al 2002 che imponeva di garantire le prestazioni indispensabili nelle sole farmacie di turno. Federfarma ha ribadito di doversi attenere a quanto disposto dalla Commissione, unica autorità deputata per legge. Il risultato pratico è che il livello di servizio potrebbe variare da farmacia a farmacia.
La manifestazione a Roma
Oltre allo sciopero, è previsto un corteo nazionale a Roma: partenza alle ore 9 da Piazza Vittorio Emanuele II, arrivo a Piazza San Giovanni in Laterano, in prossimità della sede nazionale di Federfarma. Sono attesi circa 1.500 lavoratori provenienti da tutta Italia.
Per i cittadini il consiglio pratico per domani mattina è uno: verificare preventivamente l’apertura della farmacia di riferimento e, se si ha bisogno di preparazioni o prestazioni non urgenti, spostarle a martedì.






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