La Polizia di Stato di Agrigento ha inferto un durissimo colpo al mercato locale degli stupefacenti, traendo in arresto un giovane disoccupato originario di Palma di Montechiaro. L’operazione, coordinata dalla squadra mobile di Agrigento e dal commissariato di Palma di Montechiaro sotto le direttive del questore Tommaso Palumbo, ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di cocaina e di centinaia di proiettili. L’indagato, già noto alle forze dell’ordine, deve rispondere dei reati di detenzione ai fini di spaccio e detenzione illegale di munizionamento, fermo restando che la sua responsabilità penale non è ancora accertata in via definitiva.

L’attività investigativa è scaturita da un attento monitoraggio del centro abitato di Palma di Montechiaro, dove gli inquirenti avevano raccolto indizi significativi circa un’intensa attività di spaccio riconducibile all’uomo. Attraverso servizi di osservazione e pedinamento, i poliziotti sono riusciti a documentare in diretta una cessione di stupefacente: un acquirente è stato infatti fermato subito dopo l’incontro e trovato in possesso di una dose di cocaina, circostanza che ha fatto scattare la segnalazione amministrativa per l’assuntore e ha dato il via al blitz nei confronti del pusher.

La successiva perquisizione si è estesa dall’abitazione del giovane fino a un immobile rurale nella sua disponibilità situato nel territorio di Naro. È proprio in questo casolare che gli agenti hanno scoperto il deposito principale: all’interno di uno zaino nascosto con cura, sono stati rinvenuti oltre 1,2 chilogrammi di cocaina suddivisi in otto involucri. Oltre alla droga, il controllo ha permesso di recuperare 407 munizioni di diverso calibro detenute illegalmente e la somma in contanti di 8.650 euro, ritenuta dagli inquirenti il frutto dell’attività di spaccio, insieme a diversi telefoni cellulari e materiale per il confezionamento delle dosi.

Dopo l’arresto in flagranza, il giovane è stato inizialmente condotto presso la casa circondariale di Agrigento su disposizione del pubblico ministero di turno. Successivamente, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento ha convalidato il provvedimento, disponendo per l’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di approvvigionamento e i possibili canali di distribuzione della cocaina sequestrata.