Ogni anno, appena i calendari scolastici iniziano a circolare, la domanda è sempre la stessa. Non quando inizia la scuola, non quante settimane durano le vacanze di Natale. La domanda è: quanti ponti ci sono? Quando posso organizzare un weekend lungo, una gita fuori porta, qualche giorno di respiro?

Per il 2026-2027, la risposta è scomoda. Quasi tutte le festività nazionali cadono di sabato o domenica, e il risultato è un anno scolastico che – salvo decisioni autonome dei singoli istituti – offre pochissime occasioni di ponte strutturato. Vale la pena passarle in rassegna una per una, perché il quadro è piuttosto impietoso.

La nuova festa di ottobre: bella idea, pessima posizione

Dal 2026 entra ufficialmente nel calendario nazionale il 4 ottobre, festività di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Mancava dal 1977 – quasi cinquant’anni –  e il suo ripristino è stato accolto con un certo entusiasmo. Peccato che, proprio nell’anno del suo debutto, il 4 ottobre 2026 cada di domenica. Effetto concreto sul calendario scolastico: zero. La festa esiste, ma non si sente.

Il primo novembre, Ognissanti, è anch’esso domenica. Due occasioni bruciate in un mese.

Natale e Capodanno: qualcosa si recupera, ma non tutto

Il 25 dicembre 2026 cade di venerdì. È una buona notizia parziale: chi non lavora il sabato ha un weekend lungo, ma non un vero ponte. Santo Stefano, il 26 dicembre, è sabato. In pratica, si perde un giorno di festa rispetto a un anno in cui Natale cadesse in settimana.

Capodanno, l’1 gennaio 2027, è venerdì. Stesso schema: fine settimana lungo ma non un ponte da manuale. L’Epifania, il 6 gennaio, è mercoledì e qui qualcosa si può costruire, se la scuola o il singolo istituto decide di chiudere il 7 o il 5. Ma dipende dalla singola scuola, non è garantito.

L’unico ponte certo: l’Immacolata dell’8 dicembre

L’unico vero ponte dell’anno scolastico 2026-2027 è quello dell‘Immacolata, che cade di martedì 8 dicembre. Con il lunedì 7 dicembre che in molte scuole viene lasciato libero –  e a Milano coincide con la festa di Sant’Ambrogio – il risultato è un weekend di quattro giorni quasi garantito. È il punto più luminoso di un calendario che, per il resto, offre poco.

La Pasqua bassa e la primavera deludente

Nel 2027 la Pasqua cadrà di domenica 28 marzo, una Pasqua particolarmente bassa nel calendario. Pasquetta sarà lunedì 29, che è il giorno libero per definizione. Ma non essendoci giorni feriali nelle vicinanze da ‘agganciare’, le possibilità di costruire un ponte esteso sono limitate.

Poi arriva il colpo più duro per chi aveva già cominciato a sperare. Nel 2027 anche la festa della Liberazione, il 25 aprile, cadrà di domenica. E non andrà meglio con il Primo maggio: la festa dei lavoratori nel 2027 cadrà di sabato. Due delle festività più popolari per le gite fuori porta, entrambe nel weekend. Due occasioni di ponte che semplicemente non esistono.

La Festa della Repubblica, il 2 giugno, cadrà di mercoledì, ma a quel punto le scuole stanno praticamente per chiudere. Un ponte tecnico in un momento in cui l’anno scolastico è già ai titoli di coda.

Cosa possono fare le scuole: i giorni autonomi degli istituti

C’è una via d’uscita parziale e vale la pena conoscerla. Le scuole hanno un margine di circa tre-cinque giorni che usano solitamente per creare ponti locali. Il Collegio dei docenti di ogni istituto può deliberare chiusure aggiuntive in corrispondenza di periodi come il Carnevale o in prossimità di festività che non generano ponti automatici. Non resta che sperare che i singoli istituti decidano per qualche giorno di stop in occasione del Carnevale, con il martedì grasso che cadrà il 9 febbraio 2027.

Alcune regioni si sono già mosse in questo senso. Il Veneto, per esempio, ha stabilito sospensioni aggiuntive: dal 30 ottobre al 2 novembre per Ognissanti, il 7 dicembre come ponte dell’Immacolata e ponti a fine aprile e inizio giugno per il 25 aprile e la festa della Repubblica. Non tutte le regioni seguiranno questo esempio, ma vale la pena controllare il calendario deliberato dalla propria scuola prima di prenotare qualsiasi cosa.