Trasporto insulare, il lavoro di FIAP porta Sicilia e Sardegna dentro il tavolo nazionale
Il tema del trasporto intermodale insulare è entrato con forza nel confronto nazionale dopo un lavoro avviato da FIAP sul territorio e portato poi sul piano istituzionale.
l passaggio chiave è stato l’incontro dell’11 aprile a Catania, dove la federazione ha riunito oltre 120 imprese siciliane per raccogliere criticità, priorità e richieste operative di un comparto schiacciato dall’aumento del gasolio, dai maggiori costi marittimi e dall’impatto dell’ETS sulle rotte verso le isole.
In quella sede, FIAP ha indicato come priorità immediate il sea modal shift, risorse adeguate per le rotte insulari e ristori sui noli, chiarendo che le specificità delle imprese siciliane sarebbero state portate nel confronto comune in sede UNATRAS.
Sulle rotte ro-ro verso Sicilia e Sardegna i costi non stanno crescendo in modo ordinario, ma stanno diventando strutturalmente insostenibili.
Per questo la federazione ha chiesto decreti urgenti, l’aggiornamento del contributo sea modal shift ai costi reali e finestre di accesso più flessibili per le imprese di autotrasporto.
La linea portata avanti è che l’intermodalità da e per le isole non può essere trattata come una misura accessoria, perché per molti traffici rappresenta una necessità produttiva e logistica.
Dentro questo quadro si è inserita anche la protesta delle aziende siciliane, che ha dato un segnale forte ma ordinato. Il fermo partito il 14 aprile ha registrato adesioni stimate attorno al 90% e si è concentrato sulle attività portuali, senza blocchi stradali, con i mezzi fermi nei piazzali e la sospensione delle operazioni di imbarco e sbarco.
Una mobilitazione che ha mostrato in modo plastico quanto il nodo insulare non sia teorico, ma incida ogni giorno sulla continuità dei flussi tra mare e strada. Dopo la convocazione del MIT per il 22 aprile, il fermo è stato sospeso in attesa del confronto ministeriale.
Il lavoro portato avanti da FIAP su Sicilia e Sardegna trova oggi alcuni primi approdi concreti nel confronto istituzionale.
Al tavolo con il MIT sono infatti entrati i temi che la federazione chiedeva di affrontare da settimane: attenzione specifica al trasporto insulare, conferma di risorse destinate al sea modal shift, impegni sul credito accise e una nota ufficiale sul corretto funzionamento della fuel surcharge. Non è ancora la soluzione definitiva, ma è il passaggio che trasforma una vertenza territoriale in una questione riconosciuta a livello nazionale.
Il tema delle isole non è rimasto ai margini.
FIAP ha raccolto il disagio delle imprese, lo ha tradotto in richieste precise e lo ha portato dentro un tavolo dove oggi si parla apertamente di rotte insulari, riequilibrio modale e coperture dedicate. Adesso resta la parte decisiva: trasformare aperture e riconoscimenti in misure operative, con tempi certi e strumenti adeguati ai costi reali sopportati dalle imprese.
Come ha sintetizzato il segretario generale FIAP Alessandro Peron, l’intermodalità verso le isole “non è una scelta ambientale, ma una necessità produttiva nazionale”. Ed è proprio su questo terreno che si misurerà l’esito del confronto: non sulle dichiarazioni, ma sulla capacità di dare finalmente a Sicilia e Sardegna risposte concrete.
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