Dal 15 maggio 2026, l’INPS ricarica la Carta Acquisti con 80 euro. Il pagamento, bimestrale, copre il periodo maggio-giugno ed è il terzo accredito dell’anno. Per molte famiglie è un appuntamento atteso: 80 euro che entrano su una carta prepagata e possono essere usati subito per fare la spesa, pagare una bolletta o comprare farmaci.

Chi non ha ancora aggiornato l’ISEE per il 2026 rischia però di non ricevere nulla. Dal 1° gennaio scorso sono entrate in vigore soglie reddituali riviste in base all’inflazione, e chi era nei parametri l’anno scorso non è detto che lo sia ancora oggi.

Chi ha diritto alla Carta Acquisti e con quali soglie

Il portale ufficiale INPS definisce con precisione le categorie ammesse. Il beneficio spetta a due tipologie di beneficiari: i cittadini con almeno 65 anni e i genitori di bambini che non hanno ancora compiuto 3 anni. In entrambi i casi, il nucleo familiare deve presentare un ISEE in corso di validità, aggiornato al 2026.

Le soglie sono le seguenti. Per i minori di 3 anni e per i cittadini tra i 65 e i 69 anni, il limite ISEE è fissato a 8.230,81 euro annui; la stessa cifra vale come tetto al reddito complessivo percepito. Per gli over 70, la soglia ISEE rimane identica, ma il limite reddituale sale a 10.974,42 euro annui.

Questi parametri sono stati adeguati all’inflazione rilevata dall’ISTAT rispetto all’anno precedente (quando il tetto era a 8.117,17 euro). Chi aveva superato di poco il limite nel 2025 potrebbe rientrare nei requisiti nel 2026: per questo vale la pena aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) anche se si era stati esclusi di recente.

Un dato che viene spesso trascurato: oltre all’ISEE, la normativa vieta di essere intestatari di più di un’utenza elettrica domestica, più di un’utenza elettrica non domestica, più di due utenze del gas e più di due autoveicoli. Il cumulo di questi asset esclude automaticamente dal beneficio, indipendentemente dal reddito.

Quando arriva l’accredito e come controllarlo

L’accredito di maggio parte dal 15 del mese. Non esiste una data unica per tutti: Poste Italiane processa i pagamenti non appena l’INPS sblocca le somme, con uno scaglionamento che può portare alcuni accrediti qualche giorno dopo il 15. Chi non vede la ricarica entro il 20 maggio deve verificare lo stato dell’ISEE sul fascicolo previdenziale.

Per monitorare l’accredito in tempo reale esistono due strumenti. Il primo è il servizio SMS di Poste Italiane, che invia una notifica automatica ad ogni movimento sulla carta. Il secondo è il numero verde 800.666.888, disponibile da rete fissa: inserendo le cifre della propria carta si ottiene il saldo aggiornato senza bisogno di recarsi allo sportello.

Chi vuole accedere al fascicolo previdenziale completo può farlo tramite il portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per chi ha difficoltà con gli strumenti digitali, la normativa prevede la possibilità di delegare un familiare tramite la funzione di “Delega dell’identità digitale” disponibile sullo stesso portale.

Cosa si può comprare (e cosa no)

La Carta Acquisti non è una carta di debito generica. L’utilizzo è vincolato a categorie di spesa specifiche, indicate dalla normativa istitutiva:

  • generi alimentari nei punti vendita convenzionati (con possibilità di sconto dedicato nei negozi aderenti al programma)
  • bollette di luce e gas
  • farmaci e parafarmaci

Rimangono esclusi carburante, abbigliamento, prodotti di elettronica, ristorazione e qualsiasi altra categoria non esplicitamente prevista. La carta funziona sul circuito MasterCard ed è accettata in tutti i negozi convenzionati con il programma, verificabili tramite l’apposita sezione sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Come fare domanda o rinnovare l’accesso

Chi già riceve la Carta Acquisti e mantiene i requisiti non deve fare nulla: l’accredito arriva automaticamente. Chi invece presenta un ISEE aggiornato con variazioni rispetto all’anno precedente (in meglio o in peggio) deve presentare una nuova domanda utilizzando la modulistica 2026, disponibile presso tutti gli uffici di Poste Italiane e scaricabile dai siti del MEF, dell’INPS, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La domanda è gratuita. Va presentata agli uffici postali con documento di identità valido e attestazione ISEE in corso di validità. I Centri di Assistenza Fiscale (CAF) possono assistere nella compilazione della DSU e nella verifica dei requisiti, senza costi aggiuntivi per chi rientra nelle categorie a basso reddito.