L’informativa finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano sul delitto di Garlasco riporta anche il testo delle intercettazioni ambientali di Andrea Sempio di due date distinte: il 14 aprile 2025 e il 12 maggio 2025. Sono i soliloqui in auto che la Procura di Pavia ha posto al centro dell’impianto accusatorio. Le trascrizioni sono piene di parti indicate come incomprensibili (inc) e di complessa interpretazione. I brani sono riportati qui integralmente, con le annotazioni dei carabinieri tra parentesi, così come compaiono nell’atto di oltre 300 pagine.

12 maggio 2025: “Quando sono andato io il sangue c’era”

Nel soliloquio del 12 maggio 2025, Sempio sembra riflettere sulle tracce ematiche trovate nella villetta di via Pascoli a Garlasco il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. La frase centrale, nella trascrizione dei carabinieri, è questa:

“Quando sono andato io… (compatibile con ‘quando sono andato via’, interpretazione dei carabinieri) il sangue c’era… e allora… debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie… ha evitato le macchie”.

E ancora, sempre nel medesimo soliloquio: “Gli hanno detto ‘no stronzata…era d’estate ma era secco’…vabbè questo ci può stare…e da lì stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco”.

I carabinieri segnalano che la frase “quando sono andato io” è “compatibile” con “quando sono andato via”: le due letture hanno implicazioni radicalmente diverse. Nella prima, Sempio si collocherebbe nella villetta al momento dell’omicidio. Nella seconda, descrive la scena quando se ne stava andando, il che presuppone comunque la sua presenza. La trascrizione non consente di stabilire con certezza quale fosse la parola pronunciata.

14 aprile 2025: il video, la penna USB, la telefonata respinta

L’intercettazione del 14 aprile 2025, quella che la Procura di Pavia considera la più rilevante, è una sequenza più lunga e più frammentata. Sempio è in auto alle 15.32 e sta ascoltando un podcast sul caso Garlasco, come annotano i carabinieri. Il brano trascritto nell’informativa è il seguente: “Delle tre chiamate… lei ha detto: ‘non ci voglio parlare con te’ (imitando una voce femminile)… e era tipo… e io gli ho detto ‘riusciamo a vederci’ (riferendosi alla propria risposta) in… (imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù… e ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (o simile) (ride). Ma io non l’ho mai vista in questo modo… e da un lato l’interesse non era reciproco inc… cazzo (pausa)… inc… lei dice… lei dice ‘non l’ho più trovato’ il video… (con tono di voce basso) inc… tutto sbagliato….”

Dopo una breve pausa, la trascrizione prosegue: “Cioè è stata bella stronza… inc… giù il telefono inc… anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare, inc….. perché Chiara non inc… con quel video. e io ce l’ho… (voce bassa)… dentro la penna… va bene… inc… un cazzo…”

Sempio sapeva di essere ascoltato

A rendere queste trascrizioni ancora più rilevanti per l’accusa è quanto emerge pochi minuti dopo. Alle 15.34 del 14 aprile 2025, a distanza di soli due minuti dal brano trascritto sopra, Sempio riceve in auto una conoscente e afferma: “Sono abbastanza sicuro che qua ascoltano”.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano annotano questo elemento nell’informativa. Sempio era quindi già consapevole, in quel momento, di poter essere sotto intercettazione.