Oggi, 6 maggio, mentre l’interrogatorio di Andrea Sempio si era concluso da ore in silenzio, i canali social del Tg1 hanno diffuso il contenuto di alcune intercettazioni ambientali che stravolgono la giornata processuale.
Nei soliloqui captati dagli inquirenti, Sempio dice di aver telefonato a Chiara Poggi prima del delitto del 13 agosto 2007, di aver tentato un approccio e di essere stato respinto con le parole “Non ci voglio parlare con te“, prima che lei riattaccasse il telefono. Sempio dice anche di aver visto il video intimo girato da Chiara Poggi con Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio.
Cataliotti risponde in televisione: “Sa spiegare quelle captazioni”
L’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Sempio insieme ad Angela Taccia, ha risposto alle rivelazioni del Tg1 intervenendo nella trasmissione “Dentro la Notizia” su Canale 5.
Sul merito delle intercettazioni: “Dico fin da subito che il mio cliente ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni e non solo, ovviamente, una volta che le avesse ascoltate e contestualizzate e una volta fatto appello alla propria memoria”.
Sul segreto istruttorio violato: “Alla faccia del segreto istruttorio mi viene da dire. Io ho appena lasciato il mio cliente e avevamo tutti il telefono spento: non può essere trasudato da noi quanto state dicendo, tra l’altro in modo non aderente alla realtà”.
Cataliotti ha poi spiegato cosa è accaduto in Procura nella mattinata: la pubblica accusa ha illustrato agli avvocati della difesa le fonti di prova “solo oralmente e senza che ci sia stata data la possibilità di ascoltare gli audio relativi a captazioni ambientali e telefoniche”. Una precisazione rilevante: la difesa non ha ancora sentito le intercettazioni di cui i media parlano.
Sul contenuto specifico del soliloquio: “Io non ho sentito le intercettazioni del soliloquio, pieno di nc, cioè ‘non comprensibile’. Vedremo se Sempio commentava il racconto di qualcun altro, se parlava con se stesso o interloquiva con un interlocutore”.
Sulla conduzione dell’interrogatorio: “L’interrogatorio è durato 2 ore e 40 minuti, noi abbiamo ascoltato passivamente la narrazione che verrà condensata in uno scritto su cui punteremo la nostra attenzione per replicare laddove possibile fin da subito, laddove non possibile più avanti”.
Cataliotti ha infine precisato: “La procura ha ritenuto che rappresentare fonti di prova non pregiudichi le indagini, noi non commentiamo. Ci confronteremo con queste stesse fonti di prova non appena il supporto che le riassume ci verrà consegnato”.
Cosa cambia con le intercettazioni rese pubbliche
Il contenuto del soliloquio, per quanto filtrato dalla ricostruzione del Tg1 e non ancora verificabile direttamente dalla difesa, introduce due elementi nuovi nel quadro dell’accusa.
Il primo è la telefonata a Chiara. Se confermata nei termini descritti, collocherebbe un contatto diretto tra Sempio e la vittima in una data prossima all’omicidio, con un rifiuto esplicito da parte di Chiara. La Procura di Pavia ha costruito parte del movente attorno all’ipotesi di un’infatuazione non corrisposta dell’indagato nei confronti della vittima: questo elemento si inserisce in quella linea investigativa.
Il secondo è la visione del video intimo. Sempio, nel soliloquio, dice di aver visto il filmato di Chiara Poggi e Alberto Stasi presente nel pc di casa. Marco Poggi, ascoltato stamattina come testimone, aveva dichiarato di non aver mai visto quel materiale sul pc di famiglia. Le due dichiarazioni non si escludono automaticamente: la visione da parte di Sempio non implica che Marco Poggi ne fosse a conoscenza. Ma la convergenza delle due narrazioni su quel pc è ora al centro di due versioni che la Procura dovrà incrociare.
Il punto sullo stato processuale
L’interrogatorio si è concluso con Sempio che ha scelto il silenzio, come annunciato. Le prove, secondo Cataliotti, sono state illustrate verbalmente senza consegna degli audio. La difesa attende lo scritto che condenserà la narrazione dell’accusa per poter rispondere. Nel frattempo, le intercettazioni sono circolate sui media prima che la difesa le ascoltasse: Cataliotti ha contestato questa dinamica esplicitamente e ha messo in discussione la fedeltà della ricostruzione circolata, definendola “non aderente alla realtà”.
Il riferimento ai numerosi “nc” (non comprensibile) nella trascrizione del soliloquio è un elemento tecnico che la difesa potrà usare per contestare l’interpretazione della Procura: un testo con lacune di comprensione è per definizione aperto a letture diverse da quelle proposte dall’accusa.






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