L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato oggi, 6 maggio, una nota di allerta su un fenomeno che i dati clinici italiani segnalano come rilevante: il sovradosaggio intenzionale di paracetamolo tra gli adolescenti. Il numero di casi registrati è definito “significativo” dall’AIFA, che ha basato la propria analisi sui dati della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, in modo particolare, su quelli del Centro Antiveleni di Pavia, uno dei principali centri di riferimento nazionale per le intossicazioni. L’agenzia esclude un aumento nel tempo dei casi e non ha rilevato comportamenti imitativi riconducibili a presunte sfide sui social. Resta un problema clinico reale, che riguarda la percezione errata del paracetamolo come farmaco privo di rischi.

Perché il paracetamolo non è innocuo come si crede

Il paracetamolo è uno dei farmaci da banco più diffusi in Italia. Si trova in quasi ogni cassetta dei medicinali a casa, si vende senza ricetta, è usato quotidianamente contro febbre e dolore. Proprio questa familiarità alimenta una percezione distorta: molti, adulti e ragazzi, lo considerano privo di pericoli reali.

L’AIFA chiarisce che questa percezione è sbagliata. “L’assunzione di quantità superiori a quelle indicate”, scrive l’agenzia, “può determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico”. Nei casi più severi, i danni al fegato possono essere irreversibili. Il rischio non si manifesta sempre immediatamente: un sovradosaggio può sembrare inizialmente trascurabile, il che rende ancora più pericolosa la sottovalutazione dell’episodio.

La nota AIFA specifica anche il meccanismo che porta al gesto nei giovani: il sovradosaggio intenzionale tra adolescenti “può essere legato a gesti impulsivi o dimostrativi e a una errata percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di rischi”. Non si tratta, nella maggior parte dei casi documentati, di pianificazione: il gesto è spesso impulsivo, e la sua pericolosità clinica reale viene sottostimata sia da chi lo compie sia da chi lo circonda.

Cosa dice l’AIFA: le regole per un uso corretto

L’AIFA sottolinea con chiarezza che il paracetamolo, “se assunto correttamente, è sicuro ed efficace”. Il problema non è il farmaco in sé, ma l’uso improprio. L’agenzia indica alcune regole precise per ridurre i rischi:

  • Rispettare scrupolosamente le dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica.
  • Rispettare l’intervallo minimo tra una somministrazione e la successiva.
  • Evitare l’uso contemporaneo di più farmaci che contengano paracetamolo: molti medicinali combinati (per il raffreddore, l’influenza, il mal di testa) lo contengono già, e l’assunzione parallela può portare a dosi cumulative eccessive senza che il paziente ne sia consapevole.
  • Evitare l’assunzione insieme ad altre sostanze potenzialmente dannose per il fegato.

In caso di sospetto di assunzione errata, l’AIFA è esplicita: “è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un Centro Antiveleni anche in assenza di sintomi”. L’assenza di sintomi immediati non esclude il rischio di danno epatico nelle ore successive. Questo punto è particolarmente rilevante: chi assiste a un episodio di questo tipo non deve aspettare che i sintomi compaiano per intervenire.

Il ruolo degli adulti: cosa chiedono i dati

L’AIFA non rivolge il richiamo solo agli adolescenti. L’agenzia chiede agli adulti di riferimento, genitori, insegnanti, educatori, di svolgere “un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile” dei farmaci tra i giovani.

Il punto di partenza indicato dall’agenzia è la consapevolezza: “è importante che gli adolescenti siano consapevoli dei rischi legati all’uso improprio dei medicinali”. Non si tratta di un messaggio allarmistico, ma di educazione sanitaria concreta. Un ragazzo che sa che il paracetamolo può causare danni gravi al fegato anche senza sintomi immediati ha un elemento di conoscenza in più che può fare la differenza in un momento di difficoltà.

Un secondo livello di intervento riguarda la gestione domestica dei farmaci. Sapere dove si trovano i medicinali in casa, quali contengono paracetamolo, in che quantità, è una forma di prevenzione pratica che non richiede competenze mediche. L’AIFA non lo dice esplicitamente in questo comunicato, ma è la conseguenza logica della sua raccomandazione agli adulti.

Dove chiedere aiuto

Se un adolescente mostra segnali di difficoltà emotiva, è utile sapere che esistono risorse di supporto dedicate. Il Telefono Amico (02 2327 2327) offre ascolto a chiunque stia attraversando un momento difficile. Il Telefono Azzurro (19696) è dedicato a bambini e adolescenti in difficoltà. Per le emergenze mediche, il numero da chiamare è il 118; per i casi di sospetto sovradosaggio, il Centro Antiveleni di Pavia è raggiungibile al numero 0382 24444.