Oggi, mercoledì 6 maggio, davanti alla Procura di Pavia, si sono consumati due atti processuali distinti che segnano una svolta nella gestione dell’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi. Andrea Sempio, 38 anni, commesso in un negozio di telefonia, unico indagato nel nuovo filone con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, dai motivi abietti e da un movente classificato come “sessuale”, ha esercitato il diritto al silenzio.
Come annunciato dai suoi legali ieri, non ha risposto alle domande della Procura. Nella stessa mattinata, Marco Poggi, 37 anni, fratello della vittima, ha trascorso circa due ore davanti alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza in qualità di testimone, dichiarando di non aver mai visto video intimi di sua sorella in compagnia di Sempio.
Sempio non risponde: la difesa spiega perché
La scelta era stata anticipata lunedì dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti con una nota ufficiale. La motivazione, riportata integralmente: “Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”. I difensori avevano aggiunto che il fascicolo, oltre che incompleto, non è ancora visionabile.
Taccia e Cataliotti hanno precisato che la difesa si riserva eventualmente di chiedere un confronto con la Procura dopo la chiusura delle indagini, quando il quadro degli elementi sarà accessibile. Si tratta di una posizione tutelata dall‘articolo 64 del codice di procedura penale, che riconosce all’indagato il diritto al silenzio senza che questo possa costituire elemento a suo sfavore nel procedimento.
Sempio si trovava ancora all’interno della Procura di Pavia nel momento in cui si apprendevano le prime notizie sull’esito della mattinata.
Marco Poggi: “Non ho mai visto video di mia sorella con Sempio”
L’audizione di Marco Poggi, durata circa due ore, si è tenuta davanti alle stesse pm che conducono l’inchiesta bis. Secondo quanto appreso da LaPresse, il 37enne ha dichiarato di non aver mai visto, sul pc di famiglia, filmini intimi girati da Chiara Poggi con Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio del 13 agosto 2007, in compagnia di Sempio.
Il riferimento ai video è direttamente connesso all’ipotesi investigativa che la Procura sta esplorando nel nuovo filone: quella di un movente di natura “sessuale” collegato all’esistenza di materiale che avrebbe potuto coinvolgere Sempio, all’epoca storico amico di Stasi, nella vita privata della vittima. La dichiarazione di Marco Poggi, nella sua sintesi, esclude che lui stesso abbia mai avuto contezza di questo materiale.
L’arrivo e l’uscita di Marco Poggi dalla Procura pavese sono stati blindati nei confronti di giornalisti e telecamere, per disposizione del Procuratore capo Fabio Napoleone.
Cosa succede adesso
Con il silenzio di Sempio e la testimonianza di Marco Poggi, la Procura di Pavia dispone ora di un atto in più nel fascicolo, ma senza le dichiarazioni dell’indagato. Le indagini preliminari possono proseguire e concludersi anche in assenza di dichiarazioni spontanee da parte di Sempio. La chiusura delle indagini, quando arriverà, comporterà la notifica all’indagato dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’articolo 415-bis c.p.p., a quel punto i difensori potranno richiedere un interrogatorio o depositare memorie difensive.
Il passo successivo sarà la decisione della Procura: richiesta di rinvio a giudizio, archiviazione, o ulteriori atti istruttori.






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