Quando i pm di Pavia, oggi 6 maggio, hanno messo sul tavolo il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi e attribuito ad Andrea Sempio, Marco Poggi non ha cambiato posizione.
Quando gli hanno contestato la possibile infatuazione dell’indagato per sua sorella come movente, non ha arretrato. Quando gli hanno fatto ascoltare gli audio in cui Sempio parlava da solo, la sua risposta è rimasta la stessa. Il fratello della vittima, 37 anni, uscito dalla Procura di Pavia dopo circa due ore di audizione come testimone, ha difeso con coerenza e senza cedimenti la sua versione: Andrea Sempio è innocente.
La testimonianza: serenità di fronte a ogni contestazione
Marco Poggi ha risposto agli inquirenti con serenità e sicurezza, secondo quanto emerge dai resoconti di questa mattina. La sua posizione non è oscillata nemmeno di fronte agli elementi più pesanti portati in audizione dalla Procura.
Sul DNA: informato dai pm della riconducibilità ad Andrea Sempio del materiale genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi, ha dichiarato di non credere alla colpevolezza dell’indagato. Si tratta di uno degli elementi probatori centrali del nuovo filone investigativo, che la Procura utilizza come punto di ancoraggio dell’accusa. Marco Poggi ha ascoltato e ha risposto con la stessa convinzione con cui aveva affrontato tutte le altre contestazioni.
Sul movente: la tesi investigativa prevede che Sempio nutrisse un’infatuazione per Chiara Poggi e che questo sia all’origine dell’omicidio. Marco Poggi ha smontato questa ricostruzione, ribadendo l’assenza di rapporti tra Sempio e sua sorella e negando qualsiasi elemento che potesse sostenere il presunto movente sessuale.
Sui video: già nella prima parte dell’audizione aveva dichiarato di non aver mai visto, sul pc di famiglia, filmini intimi girati da Chiara con Alberto Stasi in compagnia di Sempio. All’epoca, il pc era liberamente accessibile sia all’allora 19enne Sempio sia a Stasi, che era il fidanzato. Marco Poggi ha confermato di non averne mai avuto conoscenza.
Sugli audio: i pm hanno fatto ascoltare a Marco Poggi registrazioni audio in cui Sempio parlava da solo. Anche di fronte a questo elemento, che la Procura evidentemente considera rilevante, la convinzione del testimone non ha vacillato.
Sempio davanti al procuratore aggiunto Civardi: silenzio
Nella stessa mattinata, Andrea Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio condotto dal procuratore aggiunto Stefano Civardi. Tutto come previsto: gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti avevano anticipato la scelta nei giorni scorsi, motivandola con il fatto che le indagini non sono chiuse e che il fascicolo non è ancora visionabile dalla difesa. La riserva di confrontarsi con la Procura resta aperta, ma subordinata alla chiusura delle indagini preliminari.
Il peso di una testimonianza coerente
Marco Poggi non è un personaggio neutro in questa vicenda. È il fratello della vittima, e la sua posizione processuale è quella di testimone, non di parte. Il fatto che abbia preso una posizione così netta a favore dell’innocenza di Sempio, confermandola senza cedimenti per due ore e di fronte a contestazioni dirette su prove specifiche, è un dato che la difesa potrà valorizzare nella fase successiva dell’inchiesta.
La perizia sull’impronta 33, attribuita dalla Procura a Sempio, e il DNA sulle unghie di Chiara sono i due pilastri tecnici dell’accusa nel nuovo filone. Entrambi sono stati posti davanti a Marco Poggi nel corso dell’audizione: entrambi non hanno modificato la sua posizione.
La chiusura delle indagini preliminari resta il passo atteso. Quando arriverà la notifica dell’avviso ex articolo 415-bis del codice di procedura penale, la difesa di Sempio potrà richiedere un interrogatorio o depositare memorie. La testimonianza di Marco Poggi sarà nel fascicolo.






Commenta con Facebook