Nessuna intimidazione al deputato regionale Ismaele La Vardera ma solo cicche dimenticate dal personale delle pulizie nel suo ufficio. L’inchiesta sul ritrovamento di due mozziconi di sigaretta elettronica infilzati su spille con le immagini di Falcone e Borsellino va verso l’archiviazione da parte degli investigatori che ritengono si sia trattato solo di un piccolo incidente di percorso da parte di personale delle pulizie sprovveduto.

Le indagini

Gli investigatori hanno sentito diversi testimoni e visionato le immagini delle telecamere di sicurezza del Palazzo, appurando che nessun estraneo sarebbe entrato nella stanza lo scorso 5 di marzo.

A raccontarlo è l’agenzia di stampa Ansa che ricorda come la polizia scientifica e la Digos rimasero oltre tre ore a Palazzo dei Normanni per rilevare eventuali tracce di impronte e altri elementi dopo la segnalazione fatta dal deputato, sorpreso dal ritrovamento dei mozziconi e dal loro posizionamento sulle spille anche perché nessuno del suo staff fa uso di sigarette elettroniche.

Sull’episodio la Procura di Palermo aveva aperto una inchiesta dopo la segnalazione del deputato e l’approdo della vicenda sulla stampa.

Per La Vardera il giallo si infittisce

Ma secondo il deputato le conclusioni alle quali sono giunte gli investigatori non spiegano l’accaduto. Al contrario il giallo si infittisce e nel mirino dell’esponente di Controcorrente adesso c’è proprio il personale delle pulizie.

“Chiederò ufficialmente all’Ars – dice La Vardera anche in un video social –  di sapere chi è questo dipendente che ha deciso di fumare due sigarette e di lasciarle proprio su quella spilletta – prosegue – perché ritengo sia ancora più grave sapere che ci sono dipendenti che si permettono di fare un gesto simile all’interno del mio ufficio e soprattutto perché se il gesto era in buona fede, non sono venuti a scusarsi dopo aver avvisato prima la sicurezza dell’Ars e poi le forze dell’ordine? Oggi a maggior ragione voglio vederci chiaro fino in fondo”.