Via libera ai risarcimenti alla stragrande maggioranza delle imprese colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi anche con la revisione dei criteri e dei percorsi richiesta da imprese e associazioni che avevano paventato problemi di rendicontazione e di altro genere oltre che di imputazione delle spese. La Regione Siciliana ha accolto gran parte delle richieste di modifica, avanzate dagli operatori economici, della nuova misura di sostegno alle imprese colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, senza necessità di cambiare l’avviso già pubblicato.

Un percorso di velocizzazione per evitare intoppi

Si è messo in atto un percorso veloce per evitare intoppi burocratici ed ulteriori lungaggini attraverso chiarimenti applicativi e semplificazioni procedurali che permetteranno di procedere velocemente e rispettando le segnalazioni ricevute. Sarà così più rapido e facile accedere alle agevolazioni del Fondo Sicilia, gestito da Irfis, attraverso la piattaforma per la presentazione delle domande che sarà aperta a breve.

“Abbiamo ascoltato il territorio e reso la misura ancora più aderente alle esigenze delle aziende danneggiate – dice il presidente della Regione Renato Schifani – Dopo i primi 15 milioni per l’emergenza, entriamo nella fase della ripartenza con ulteriori 18 milioni e finanziamenti fino a 400 mila euro”.

Si arriverà a coprire fino alla totalità della richiesta di danni

Saranno ammesse le spese sostenute dopo l’evento calamitoso anche se antecedenti alla domanda, purché finalizzate alla ripresa dell’attività; prevista, inoltre, la possibilità di rendicontazione finale unica per gli interventi già conclusi e maggiore flessibilità nella gestione dei Sal. Semplificato l’iter istruttorio, con tempi rapidi da parte di Irfis, mentre il merito creditizio sarà valutato in chiave prospettica, considerando la capacità di rilancio dell’impresa. Ammesse anche spese tecniche fino al 4 per cento dell’investimento.

La misura copre fino al 100 per cento degli investimenti: 60 per cento finanziamento a tasso zero e 40 per cento contributo a fondo perduto.