Il grave lutto che ha colpito la città di Siracusa qualche giorno fa ci impone una riflessione importante, soprattutto a chi fa politica e ha il compito di trovare le soluzioni ai disagi percepiti.
Viviamo un tempo complesso, nel quale molte persone, giovani e adulti, famiglie, bambini, anziani, persone con disabilità e cittadini che vivono ai margini dei nostri quartieri si trovano ad affrontare solitudine, precarietà, difficoltà relazionali, disagio psicologico e assenza di punti di riferimento. Troppo spesso tutto questo viene intercettato tardi, quando la fragilità è già diventata isolamento, emergenza o esclusione.
È evidente che la politica non può sostituirsi agli affetti, alle famiglie, alla scuola, agli specialisti o ai servizi sanitari. Ma ha il dovere di costruire le condizioni perché nessuno si senta completamente solo. Servono reti territoriali vere, stabili e accessibili, capaci di mettere insieme scuole, università, servizi sociali, associazioni, centri di ascolto, sportelli psicologici, presìdi di prossimità e realtà del terzo settore.
Il benessere psicologico e sociale è una questione pubblica e riguarda il modo in cui una città riconosce la sofferenza, accompagna le fragilità e prova a non lasciare indietro nessuno, soprattutto chi si sente isolato, chi vive nelle periferie materiali e sociali, chi non riesce nemmeno più a chiedere aiuto.
In questa direzione, Siracusa non può continuare a muoversi con strumenti frammentati o insufficienti. Serve una rete di welfare territoriale stabile, non costruita solo sull’emergenza, ma sulla prevenzione, sull’ascolto e sulla presa in carico.
Dentro questo quadro pesa anche l’assenza, nella nostra città, di figure fondamentali come il Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e il Garante dei diritti delle persone con disabilità, connettori capaci di contribuire alla costruzione di politiche più attente e più inclusive, ma che dopo anni tardano ancora ad arrivare.
Una città giusta non si misura dalle opere che inaugura ma principalmente dalla capacità di prendersi cura delle persone.
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