Alberto Stasi è stato sentito dagli inquirenti della Procura di Pavia il 20 maggio dello scorso anno.

In quell’audizione, il procuratore Fabio Napoleone gli ha chiesto se Chiara avesse mai fatto riferimento alle strane chiamate ricevute prima del delitto. “No, non l’ha fatto”. E se avesse mai citato Andrea Sempio. “No”. A rispondere è l’uomo condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, che oggi punta alla revisione del processo.

“No”: le tre risposte di Stasi

Il resoconto dell’audizione restituisce uno scambio diretto tra Stasi e il procuratore Napoleone. Alla domanda se Chiara avesse mai fatto riferimento ad approcci legati alle strane chiamate ricevute qualche giorno prima del delitto: “No, non l’ha fatto”.

Alla domanda se lui stesso le avrebbe detto qualcosa in quel caso: “Non l’ha fatto. Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altri fattori: se in quel momento l’avesse ritenuto importante, se non era distratta da altre cose”.

Alla domanda se Chiara avesse mai citato Sempio: “No”.

Sulla questione dei video intimi, Napoleone ha chiesto a Stasi se avesse mai avuto sentore che qualcuno potesse averli visti. “Che io sappia no, anche a distanza di tempo”. E se Chiara sospettasse che il fratello Marco se ne fosse accorto: “Tendo ad escluderlo”.

Stasi ricorda invece che Chiara gli aveva fatto un accenno alle avances di un collega di lavoro, non a Sempio.

Le nuove tracce BPA: un palmo sinistro nel sangue che nessuno aveva letto

Sul fronte forense, la nuova analisi delle macchie di sangue (BPA, Blood Pattern Analysis) sulle scale della cantina ha prodotto elementi inediti. Lo riporta il Corriere della Sera.
Tra le nuove tracce individuate ci sono segni a forma di “C” rovesciata, con angoli squadrati, trovati in più punti. Per gli inquirenti sono “il possibile risultato dell’appoggio a terra dell’arma imbrattata di materiale ematico”.

L’elemento più significativo è ai margini della pozza di sangue all’ingresso: “Nessuno finora l’aveva ‘letta’. Sembra lo stampo di una mano. Un palmo sinistro. Lasciato col sangue. Non c’è impronta da confrontare. Ma, per gli investigatori, è dell’assassino. Solo lui poteva lasciarla”.

A differenza della traccia palmare 33, per la quale esiste un’impronta identificabile e verificata quattro volte in modo indipendente, questa nuova traccia non consente un confronto diretto: è uno stampo lasciato nel sangue, non un’impronta dattiloscopica con minuzie comparabili.