I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, nell’informativa finale sull’inchiesta bis per il delitto di Garlasco, definiscono “a tratti angosciante” il soliloquio intercettato il 14 aprile 2025 in cui Andrea Sempio, da solo in auto, ripercorre i giorni dell’estate del 2007. E ricostruiscono il movente dell’omicidio di Chiara Poggi in una sequenza che parte dall’accesso ai video intimi e arriva a quella che definiscono “furia omicida per effetto domino”.
“Aveva provato un approccio”: la ricostruzione dei militari
Scrivono i militari nell’informativa: “Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara fosse rimasta sola a Garlasco ed evidentemente aveva provato un approccio. Ed è certamente inquietante che fosse a conoscenza dei video intimi che Chiara ed Alberto Stasi avevano girato consapevolmente riprendendo la propria intimità e che certamente non avevano condiviso con nessuno”.
Il pc, la password e la pendrive da 2GB
Quei video, secondo gli inquirenti, erano sul pc di casa Poggi. E Chiara ad un certo punto aveva provveduto a proteggerli: “come è stato cristallizzato, Chiara ad un certo punto avvertì l’esigenza di proteggerli con una password perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato”.
La chiave dell’accusa sta in questa osservazione dell’informativa: Sempio “non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, da come emerge dalla consulenza tecnica informatica, dalla pendrive di 2GB”.
Un accesso possibile, scrivono i carabinieri, “o con la presenza di Marco Poggi, le cui dichiarazioni sul tema appaiono incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quei video e se ne avesse avuto accesso, oppure autonomamente agendo di nascosto da Marco ed approfittando dell’accesso al pc (o della pendrive)”.
E aggiungono: “D’altronde, è bene sottolinearlo, che sia Marco che Andrea Sempio avevano certamente una capacità informatica ampiamente idonea ed è assolutamente improbabile che i due utilizzassero il pc di Chiara esclusivamente per giocare”.
La catena del movente: “Effetto domino”
Il passaggio più denso dell’informativa è quello in cui i carabinieri mettono in fila la sequenza del movente. Nei video intimi tra Chiara e Stasi, scrivono i militari, “è verosimile si inneschi il movente del delitto: l’infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell’assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l’approccio approfittando dell’assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino”.
I carabinieri riconoscono apertamente i limiti di questa ricostruzione: la catena del movente “porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretta da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 rappresenta l’apice, e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità”.
Il riferimento agli “elementi soggettivi” è quello già emerso dalle Moleskine sequestrate a Sempio, con le navigazioni web su violenza e le annotazioni sui sogni, riportate nell’informativa.
Sempio si proclama innocente
Sempio continua a proclamarsi innocente e nega qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi. La difesa, affidata agli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha chiesto l’accesso all’intero fascicolo dopo la notifica del 415-bis. Tutte le ricostruzioni contenute nell’informativa sono tesi accusatorie, non fatti giudizialmente accertati.






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