Nelle carte dell’inchiesta bis su Andrea Sempio per il delitto di Garlasco, i carabinieri di Milano definiscono Marco Poggi, fratello di Chiara, un testimone “ostile” alle prese con una “costante difesa d’ufficio” dell’indagato, suo amico di vecchia data.
Lo riporta il Tg1 sui suoi canali social, citando i documenti dell’inchiesta.
Per gli inquirenti, nell’esame di Marco Poggi si registra una “modificazione” del contenuto delle testimonianze rese nell’arco di diciotto anni, confermate fino a due mesi prima dell’interrogatorio in questione.
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Le parole di Marco Poggi nell’interrogatorio del 20 maggio
Il Tg1 riporta alcune delle parole pronunciate da Marco Poggi durante l’interrogatorio del 20 maggio. Questo è il virgolettato integrale così come diffuso dall’emittente:”Io capisco che fate il vostro lavoro, però in questa situazione mi state influenzando. Non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive… omissis… non riesco neanche a finire la frase”.
Le parti indicate come “omissis” nel testo diffuso dal Tg1 corrispondono a porzioni del verbale non rese pubbliche.
Cosa significa “testimone ostile” nelle carte investigative
La definizione di “ostile” riferita a un testimone non ha in questa fase un valore processuale formale: nel corso delle indagini preliminari, i carabinieri possono annotare nelle loro relazioni la valutazione sul comportamento di un soggetto durante l’esame. Un testimone ostile, nell’accezione investigativa, è chi mostra resistenza a rispondere, modifica le proprie dichiarazioni nel tempo o appare orientato a proteggere l’indagato piuttosto che a riferire i fatti.
La “modificazione” delle testimonianze di Marco Poggi nell’arco di diciotto anni è l’elemento che ha spinto i carabinieri a quella definizione. Le precedenti dichiarazioni di Poggi, confermate fino a due mesi prima dell’interrogatorio del 20 maggio 2025, avrebbero subito variazioni che gli investigatori considerano rilevanti ai fini dell’inchiesta.






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