Un controllo di routine si è trasformato in una scoperta surreale per gli agenti di polizia del commissariato San Lorenzo. Nel quartiere Zen di Palermo, i poliziotti hanno intercettato e sanzionato una donna che viaggiava a bordo di una normale Fiat 500. All’interno dell’abitacolo della vettura, l’automobilista era riuscita a stipare ben quattordici ragazzini, che stava accompagnando a scuola come se si trattasse di un regolare mezzo di trasporto collettivo.

L’avvistamento all’orario di uscita da scuola

L’episodio è emerso durante un servizio di pattugliamento mirato alla sicurezza stradale nei pressi degli istituti scolastici del quartiere. I controlli sono scattati proprio in concomitanza con l’orario di uscita degli studenti.

Mentre si trovavano in strada, i poliziotti hanno notato sul lato opposto della carreggiata una utilitaria vistosamente appesantita e stracolma all’inverosimile. Una volta fermato il veicolo per un controllo approfondito, gli agenti si sono trovati di fronte a un vero e proprio scuolabus abusivo, con il bagagliaio interamente riempito da una montagna di zaini e una fitta calca di minori sistemata nei pochi sedili a disposizione.

Le sanzioni e l’affidamento ai genitori

I poliziotti hanno immediatamente fatto scendere i giovani passeggeri per metterli in sicurezza e hanno proceduto a identificare la conducente. Alla donna sono state contestate le pesanti violazioni previste dal codice della strada in materia di trasporto di persone, normativa che sanziona severamente il superamento del numero massimo di passeggeri consentito dalla carta di circolazione del mezzo e il mancato rispetto delle condizioni minime di sicurezza per i viaggiatori.

Subito dopo la fine degli accertamenti sul posto, tutti gli studenti sono stati presi in custodia dagli agenti e affidati ai rispettivi genitori, fatti confluire sul posto per riprendere i figli. L’intera vicenda e l’operato della donna sono stati inoltre segnalati formalmente sia alla procura della Repubblica presso il tribunale ordinario sia alla procura per i minorenni, per valutare eventuali profili di responsabilità legati alla tutela dei minori coinvolti.