Stavano scavando in una zona del loro museo che non avevano ancora esplorato a fondo quando, sotto uno strato di terra e radici, hanno trovato file di uova. Più di cento, grandi come palloni da calcio, sepolte lì da circa 70 milioni di anni. È la scoperta che il geologo e paleontologo francese Alain Cabot e sua figlia Marina hanno fatto nel Musée-Parc des Dinosaures di Mèze, nel dipartimento dell’Hérault, nel Sud della Francia, durante una campagna di scavo avviata nell’ottobre 2025. La notizia è stata riportata da Le Monde.

Come è avvenuta la scoperta: le radici, il nido, le file di uova

L’idea di ricominciare a scavare era nata dalla scoperta di gusci d’uovo che Cabot non aveva ancora “esplorato a fondo”. “Inizialmente abbiamo trovato un nido danneggiato dalle radici. Ma scavando un po’ più a fondo, ci siamo imbattuti in file di uova”, ha raccontato il geologo.

Le campagne di scavo sono partite nell’ottobre 2025. Nel sito sono state trovate oltre 100 uova fossili risalenti al Cretaceo superiore, ovvero tra 74 e 65 milioni di anni fa. Grandi come palloni da calcio, conservate in quello che sembra un deposito di nidi multipli. Una zona del museo che apparentemente non riservava più sorprese e che invece custodiva uno dei ritrovamenti paleontologici più significativi degli ultimi anni.

Titanosauri: chi erano i probabili “genitori” delle uova

Le uova non sono state ancora attribuite con certezza a una specie. Si pensa che potrebbero essere state depositate dai titanosauri, dinosauri erbivori lunghi circa 15 metri. I titanosauri erano sauropodi, i giganti a collo lungo che dominavano il Cretaceo superiore: un gruppo che includeva alcune delle creature più grandi mai vissute sulla terraferma.

Il problema è che l’attribuzione definitiva richiede embrioni fossilizzati e qui le probabilità si riducono drasticamente. Il 95 per cento delle uova rinvenute è già schiuso, perciò, senza embrioni fossilizzati, sarà difficile stabilire a quale specie appartengano. Gli scienziati lavoreranno sui gusci e sulla morfologia delle uova per restringere il campo, ma la certezza assoluta dipenderà da eventuali uova intatte che potrebbero emergere nelle fasi successive degli scavi.

Mèze, terzo giacimento di uova fossili al mondo

Secondo Cabot, il sito di Mèze potrebbe essere classificato come il terzo giacimento di uova fossili al mondo, competendo con il deserto del Gobi, in Asia Centrale, e il Montana, in Nord America. Un’affermazione ambiziosa, ma non priva di basi: il sito francese è noto da decenni per la densità di reperti paleontologici, e questa nuova campagna di scavo ne ha ulteriormente ampliato il perimetro di interesse

Il museo, la cui fondazione risale al 1997, nasce per proteggere il giacimento dai saccheggiatori e permettere nuove scoperte in ambito paleontologico. Cabot ha trasformato quello che avrebbe potuto essere un sito depredato in un laboratorio scientifico a cielo aperto, e quasi trent’anni dopo quella scelta si rivela tutt’altro che esaurita.

Il colpo di scena: la fine dei dinosauri è iniziata prima dell’asteroide

La scoperta più sorprendente non riguarda però le uova in sé, ma quello che i sedimenti di Mèze rivelano sulla storia finale dei dinosauri. Proprio grazie alle analisi condotte nei sedimenti di Mèze è stato possibile constatare che, probabilmente, l’inizio della fine dei dinosauri è avvenuto molto prima dell’asteroide risalente a 66 milioni di anni fa. Si è, infatti, scoperto che nei milioni di anni precedenti all’impatto, il numero di specie che deponevano uova nel sito stava già diminuendo progressivamente.

Non è un’ipotesi del tutto nuova nella paleontologia: da anni alcuni studiosi sostengono che il Cretaceo terminale fosse già un periodo di stress per molti gruppi di dinosauri, ben prima che l’asteroide Chicxulub cambiasse tutto. I dati di Mèze aggiungono un tassello concreto a questa lettura: la diminuzione progressiva delle specie documentate nel sito, leggibile attraverso i livelli sedimentari, suggerisce un declino graduale che l’impatto ha poi accelerato e reso irreversibile.

Un sito che non ha ancora finito di parlare

La campagna di scavo è ancora in corso. Cabot e la sua équipe stanno lavorando sulla documentazione del ritrovamento e sulla preparazione dei reperti per l’analisi scientifica. Le uova già schiuse verranno studiate per composizione chimica e struttura del guscio, mentre l’attenzione si concentra sulle zone ancora da esplorare, nella speranza di trovare esemplari con embrioni conservati.

Il Musée-Parc des Dinosaures di Mèze resta aperto al pubblico: il sito è visitabile e parte degli scavi viene condotta in modo accessibile ai visitatori, secondo la filosofia che ne ha guidato la fondazione nel 1997.