Luci e ombre nel nuovo modello dell’assistenza territoriale per rafforzare la medicina di prossimità e garantire equità nell’accesso alle cure, supportando i casi vulnerabili e soprattutto la prevenzione. È il tema affrontato oggi e domani in un evento a Catania organizzato da Fials Catania, Sismed Catania e Fimmg Catania, alla presenza di medici, specialisti, infermieri, e di tutti gli operatori della sanità, oltre che di rappresentanti istituzionali, per un confronto sulla nuova normativa. Presenti tra gli altri il segretario generale nazionale Fials, Giuseppe Carbone, il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, il deputato regionale Giuseppe Zitelli, il deputato regionale Nicola D’Agostino, Elena Marrazzi, responsabile nazionale donne Fials, il presidente del consiglio comunale Sebi Anastasi. Sono intervenuti anche il direttore dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, il direttore dell’Anas Garibaldi, Giuseppe Giammanco, il direttore del policlinico, Giorgio Santonocito e il direttore del Cannizzaro, Salvatore Giuffrida.

L’appuntamento è a Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele, 121. “Nella sanità è stata avviata una trasformazione epocale – spiega Agata Consoli, segretario provinciale Fials Catania – case di comunità, ospedali di comunità, centrali operative territoriali, sono i nuovi pilastri nati per rafforzare la medicina di prossimità e garantire a tutti i cittadini equità e rapidità di accesso alle cure. Come sindacato, in questo periodo ci siamo dovuti sdoppiare: da una parte a tutela e garanzia delle sacrosante richieste dei lavoratori, disorientati da queste novità, dall’altra come partner leale dell’azienda per facilitare la realizzazione di questo nuovo modello. Tuttavia, le nuove strutture non possono rimanere scatole vuote. Solo con l’impegno corale di tutti e qui chiamo in causa direttamente la classe politica e il Governo, potremo trovare il giusto equilibrio. Servono investimenti e, soprattutto, serve nuovo personale. Dobbiamo assumere per umanizzare le cure. Il DM 77 è il nostro tentativo più concreto di riavvicinare la sanità al cittadino. L’obiettivo finale di tutto questo nostro lavoro è uno solo: dare risposte immediate, dirette e restituire un volto umano e solidale al rapporto tra paziente e servizio sanitario”.

Per Giuseppe Di Stefano, segretario Sismed, “la pandemia ha dolorosamente evidenziato l’urgenza di rafforzare la medicina territoriale. La Sismed, società scientifica multidisciplinare, assieme alla Fials e alla Fimmg, il sindacato medico più rappresentativo dei medici di medicina generale, ritengono importante essere parte attiva nella formazione, e sottolineano le criticità di questo nuovo modello organizzativo che determinerà una profonda revisione del sistema sanitario. È molto importante discutere su come trasformare concretamente l’assistenza territoriale del nostro Paese e della nostra Sicilia in particolare. Siamo consapevoli delle sfide: la carenza di personale, la necessità di formare nuove figure professionali e le scadenze stringenti del Pnrr. Tuttavia, il decreto ministeriale 77 del 2022 è un’opportunità irripetibile per definire una tassonomia comune dell’assistenza e per dare vita a quella ‘sanità di iniziativa’ tanto necessaria per la gestione delle cronicità”.

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