Dopo mesi di attesa e una lunga fase di stallo che aveva lasciato migliaia di insegnanti impossibilitati a utilizzare il bonus, è stato pubblicato il decreto interministeriale che disciplina la Carta del docente per l’anno scolastico 2025-2026.

Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, definisce criteri, importi e modalità di utilizzo della misura destinata alla formazione e all’aggiornamento professionale dei docenti. Il decreto porta il numero 59 ed è datato 31 marzo 2026. Per i circa un milione di insegnanti interessati, ci sono tre cose da sapere subito: il bonus vale 383 euro, la scadenza per spenderlo è il 31 agosto 2026 e, per la prima volta, lo ricevono anche molti docenti precari.

Perché l’importo è sceso da 500 a 383 euro

L’importo individuale della Carta del docente per l’anno scolastico 2025-2026 è fissato a 383 euro, in riduzione rispetto ai 500 euro degli anni precedenti. La variazione dipende direttamente dall’allargamento della platea: a parità di risorse strutturali disponibili, l’aumento del numero dei beneficiari comporta una redistribuzione dell’importo pro capite.

Il fondo stanziato per questa misura è di 381 milioni di euro ma l’ampliamento della platea di oltre un milione di persone, con circa 200mila destinatari in più rispetto all’anno scorso, ha comportato la riduzione dell’importo della carta docente. In sintesi: le risorse sono rimaste ferme al livello del 2015, anno di istituzione della misura con la legge 107, ma i beneficiari sono aumentati in modo significativo.

I sindacati contestano questa impostazione. La FLC CGIL ha definito il provvedimento un “palese disinvestimento” sulla formazione dei docenti, sostenendo che invece di stanziare nuove risorse il Ministero ha scelto di tagliare, facendo pagare agli stessi docenti l’estensione di un diritto. L’ANIEF ha chiesto di utilizzare i 281 milioni di euro disponibili per ripristinare l’importo a 500 euro ed estendere il beneficio anche al personale ATA, attualmente escluso.

Chi riceve la carta del docente nel 2025-2026

Oltre ai docenti di ruolo, il bonus spetta anche ai supplenti annuali fino al 31 agosto, ai supplenti fino al 30 giugno e al personale educativo di convitti ed educandati. L’allargamento della platea è stato necessario per accogliere le indicazioni di numerose pronunce della giurisprudenza, intervenute dal 2021 in poi, che hanno progressivamente riconosciuto anche ai docenti non di ruolo il diritto a beneficiare dello strumento destinato alla formazione professionale.

Restano esclusi il personale ATA e i supplenti brevi (con contratti inferiori alle tipologie previste dal decreto). Il decreto interministeriale 59/2026 esclude tutti gli altri lavoratori della scuola e anche gli stessi supplenti annuali per i servizi svolti nell’ultimo quinquennio, una limitazione che ha alimentato ulteriori critiche sindacali.

Per accedere al bonus bisogna entrare sul portale cartadeldocente.istruzione.it con SPID o CIE e generare i buoni prima degli acquisti.

Cosa si può comprare e le nuove regole sull’hardware

Le categorie di spesa ammesse restano quelle consolidate: libri e testi digitali, riviste specializzate, corsi di aggiornamento, master universitari, biglietti per cinema, teatro e musei, corsi di laurea coerenti con il profilo professionale. A partire dal 2026 nelle categorie di spesa sono stati introdotti i trasporti e gli strumenti musicali, due novità operative che ampliano le possibilità di utilizzo.

Tra le modifiche più rilevanti introdotte dal decreto c’è il nuovo regime per l’acquisto di dispositivi tecnologici. A partire dall’anno scolastico 2025-2026, hardware e software potranno essere acquistati esclusivamente alla prima erogazione della Carta e successivamente con cadenza quadriennale. Una limitazione che ha colpito in particolare chi aveva abituato a rinnovare periodicamente i propri strumenti di lavoro digitali.

La scadenza del 31 agosto e cosa succede ai soldi non spesi

Le somme non utilizzate entro il 31 agosto non saranno più spendibili per l’anno scolastico in corso. Questo è il termine da segnare sul calendario.

Tuttavia, le somme dell’a.s. 2025-2026 non spese entro il 31 agosto 2026 potranno essere utilizzate anche nel 2026-2027 e cumulate con il nuovo bonus. Non si tratta quindi di una perdita definitiva, ma di una decurtazione dall’assegnazione corrente: i residui slitteranno all’anno successivo, dove si sommeranno al nuovo importo. Le somme dell’a.s. 2024-2025 potranno invece essere spese entro il 31 agosto 2026.

Chi aveva ancora residui dall’anno precedente può quindi usarli entro la stessa scadenza, cumulandoli con i 383 euro del 2025-2026.