Gli agenti della sezione di polizia giudiziaria hanno arrestato un uomo di 46 anni e una donna di 30 anni entrambi conviventi accusati di corruzione di minorenne, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata, condotte che sarebbero state commesse anche congiuntamente ai danni della figlia della donna, una minore di 14 anni.
L’operazione è stata condotta su delega della Procura distrettuale, che ha diretto le indagini. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Catania.
L’attività investigativa ha avuto origine da una segnalazione inoltrata dall’istituto scolastico frequentato dalla ragazza al Commissariato di pubblica sicurezza di Acireale. Il personale della scuola aveva infatti raccolto elementi indicativi di possibili maltrattamenti e abusi subiti dalla giovane all’interno delle mura domestiche.
Le indagini e il collocamento in struttura protetta
Ricevuta la prima nota informativa dal Commissariato, la Procura ha delegato la polizia giudiziaria all’ascolto protetto della minore. Le dichiarazioni della vittima hanno fornito i primi elementi di riscontro, ritenuti tali da imporre, per ragioni di necessità, urgenza e tutela della sua incolumità, l’immediato allontanamento dal nucleo familiare d’origine e il conseguente trasferimento presso una struttura protetta.
Successivamente, gli inquirenti hanno attivato attività di intercettazione nei confronti dei due conviventi. Gli esiti degli accertamenti tecnici hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari a carico della madre della minore e del suo compagno.
L’esecuzione della misura cautelare
In base al quadro probatorio emerso, il gip, su richiesta della Procura distrettuale, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio di sabato dal personale della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, con la collaborazione dei poliziotti del Commissariato di Acireale.
Dopo le formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti presso la casa circondariale di piazza Lanza a Catania, a disposizione dell’autorità giudiziaria. È necessario specificare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in virtù del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza definitiva.






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