I carabinieri hanno recuperato parte della refurtiva rubata nel centro Expert di Terrasini a Palermo. Allo Zen i militari hanno ritrovato in via Pensabene le due auto rubate utilizzate per il colpo. Le vetture sono state bruciate. Sono stati ritrovati nel corso di perquisizioni smartphone, casse e scope elettriche. Durante il colpo era stata portata merce per 30 mila euro. Sono tuttora in corso perquisizioni nel quartiere.
Il colpo e le auto bruciate allo Zen
Secondo quanto ricostruito finora, la banda è entrata in azione in piena notte, arrivando a bordo di un’Alfa Romeo rossa e una Fiat 500L bianca utilizzate per bloccare la strada. Dai veicoli sono scesi sette uomini incappucciati, uno dei quali indossava anche una maschera, che hanno preso a mazzate la porta blindata del negozio di elettrodomestici per aprire un varco. Una volta dentro i ladri hanno saccheggiato il negozio portando via tutto ciò che potevano mettere dentro due grossi sacchi per la spesa. Poi la fuga.
Dopo l’entrata in funzione dell’impianto d’allarme, collegato anche alla videosorveglianza, sono intervenuti i metronotte dell’istituto di vigilanza privata e i carabinieri della stazione di Terrasini e della Compagnia di Carini che però non hanno trovato nessuno. Grazie alle immagini delle telecamere, gli investigatori sono riusciti a scoprire modello e targa dei mezzi usati per il colpo: dagli accertamenti è emerso che si trattava di due auto rubate, tra Borgetto e Partinico, che gli investigatori hanno cercato in lungo e in largo.
Le ricerche, estese anche al capoluogo, nel giro di mezza giornata hanno dato i loro frutti: due macchine corrispondenti a quelle utilizzate per il colpo – o ciò che ne restava – sono state trovate nel quartiere Zen, in via Nicolò Marchese Pensabene, completamente carbonizzate. Sono in corso accertamenti per chiarire se siano effettivamente quelle del furto a Terrasini o meno. Non lontano da lì invece, in un sottoscala di via Nicolò Carosio, sono stati trovati alcuni sacchi che contenevano smartphone, casse e scope elettriche, per un valore di circa 6 mila euro, che sono state affidate alla Scientifica per cercare eventuali impronte digitali.
Il plauso alle forze dell’ordine del sindaco Maniaci
“Desideriamo esprimere il nostro ringraziamento ai carabinieri della stazione di Terrasini, della Compagnia di Carini e a tutte le forze dell’ordine intervenute, anche da Palermo, per la tempestività e la professionalità dimostrate. Le indagini sono ancora in corso, tuttavia riteniamo importante sottolineare la rapidità con cui lo Stato ha saputo rispondere a un episodio che aveva colpito profondamente la nostra comunità. Oggi più che mai vogliamo ribadire un messaggio chiaro: lo Stato c’è, le istituzioni ci sono”.
Poi aggiunge: “Insieme dobbiamo essere sempre più forti contro ogni forma di criminalità e contro i fenomeni delinquenziali che minacciano il nostro territorio. Invitiamo sempre i cittadini ad avere fiducia nelle forze dell’ordine e a denunciare, perché solo attraverso la collaborazione e il senso di comunità si possono ottenere risultati concreti. Siamo inoltre contenti per l’imprenditore coinvolto, che oggi può sentire la vicinanza delle istituzioni e una prima risposta concreta di giustizia e tutela”, ha concluso il primo cittadino.






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