Il caso potrebbe essere già chiuso. C’è un giovane n caserma dai carabinieri che viene interrogato. Secondo le indagini dei carabinieri G.P. che ha sparato in via Quintino Sella.
È un ventenne del quartiere Ballarò. Avrebbe aperto il fuoco notte fra il 24 e il 25 maggio contro l’Audi Q3 dove c’era un giovane di Pallavicino e la fidanzata A.B. di 22 anni. Avrebbe preso la pistola dal borsello ed esploso quattro colpi contro l’auto danneggiando il lunotto posteriore. Uno dei proiettili ha colpito la ragazza che solo per miracolo non è morta.
I colpi sono stati esplosi poco prima delle tre di notte all’incrocio fra via Quintino Sella e via Isidoro La Lumia. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno estrapolato le immagini delle telecamere di sorveglianza e sono andati a bussare alla porta di casa del giovane. Ora si trova nella caserma di piazza Verdi. La sua posizione è al vaglio della Procura.
Cisl “Intervenire per frenare questa deriva”
“L’ennesimo caso di violenza, la sparatoria al centro di Palermo che ha messo in pericolo la vita di una ventiduenne, ci allarma. Troppo facile in questa città reperire delle armi, troppo facile in questa città reagire con violenza armata ad una lite, troppo facile sparare in mezza alla folla mettendo a rischio la vita dei cittadini. E’ ora di reagire con determinazione per ristabilire un clima sereno allontanando la paura che in tanti avvertono”. Lo afferma la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami commentando l’ennesima sparatoria avvenuta a Palermo. “Bisogna sostenere il lavoro delle forze dell’ ordine e intervenire alla base di questo disagio sociale che sta portando ad una deriva allarmante questa città, che ha invece bisogno di legalità per rinascere”.
Cgil, no a passerelle sì a sicurezza
“Continua la deriva di Palermo: da città dell’illegalità tollerata e diffusa a città violenta e insicura ormai il passo è breve. Lo denunciamo ormai da tempo, nel disinteresse del governo nazionale, che a Palermo arriva per le passerelle del 23 maggio e poi riparte, lasciando la città così com’è, con i kalashnikov che continuano a sparare e non si trovano. Mentre si sequestrano pistole, comprese quelle giocattolo allo Zen, nel salotto della città, a due passi da via Libertà e dal Politeama, si spara con le pistole, quelle vere, contro le persone. Il governo dia un segnale di reale attenzione, non lasciando sole le forze dell’ordine e la magistratura a combattere la mafia e una delinquenza che anche quando non è mafia ci somiglia pericolosamente. Si rischia di vanificare ogni sforzo per rendere Palermo più vivibile e attrattiva. Questi episodi, oltre a creare paura e sconcerto nella popolazione, rigenerano il ritorno a un vecchio brand. Un danno enorme per la città, anche sul piano economico oltre che sociale”.
Uil, fermare il degrado nei quartieri
“La deriva criminale a Palermo è sempre più alimentata da una preoccupante facilità di reperimento e circolazione di armi clandestine. Le ormai frequenti e ricorrenti risse che sfociano puntualmente in fatti di sangue ci preoccupano e ci spingono soprattutto a pensare che occorre prendere atto e subito di un chiaro sintomo di disagio sociale e in alcuni casi di degrado. Nonostante l’analisi delle istituzioni e di alcuni osservatori mettano in risalto, non un vero e proprio allarme sociale, bensì un’esposizione e amplificazione mediatica degli eventi, resta il fatto che la realtà oggettiva e univoca ha determinato un’insicurezza diffusa fra la cittadinanza.
Tantissimi i fatti criminali che hanno visto protagonisti giovanissimi, come altrettanto giovanissime le vite spezzate spesso anche per futili motivi. Logiche del branco e bande, dove il possesso e l’uso di un coltello o di una pistola diventano il lasciapassare all’interno delle dinamiche di gruppo. Girare armati si sta trasformando in un fenomeno di moda e la fascinazione per le armi e i comportamenti violenti, uno sfogo, chiaro segno, questo, di una generazione che ha perso orientamento, capacità di dialogo, ambizioni. Per fermare questo triste e dilagante fenomeno é necessario certamente sostenere il lavoro delle forze dell’ordine impegnati a fermare i responsabili per assicurarli alla giustizia, ma è altrettanto necessario impedire che il “sistema” continui a mantenere le condizioni che ne favoriscono il proliferare. Per questo siamo convinti che bisogna intervenire rimuovendo le cause del disagio sociale e del degrado in cui versano molti quartieri cittadini” . Lo affermano i segretari Luisella Lionti e Ignazio Baudo della Uil Sicilia e Palermo






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