Giovanni Pizzo
Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio
Con il suo biplano ha sorvolato come un falcone dai giri
larghi, per poi piombare sferzando la terra, la sua, con una mitraglia di
consensi su una carica, uno scranno, che non aveva mai avuto, ma che era sempre
stata suo. Vladimiro Crisafulli, il barone rosso di Enna, detto popolarmente
Mirello, è sproporzionatamente il nuovo sindaco di Enna. Ha vinto senza il
simbolo del PD, partito troppo piccolo in Sicilia per la sua mole non certo
smilza. Perché lui non è un democrat, lui è l’ultimo comunista di rito morgantino,
che è rimasto negli ultimi anni come i giapponesi dispersi nel pacifico, a
combattere da solo nella jungla nell’attesa del sorgere del Sol levante, quello
dell’Avvenire. E l’Avvento oggi è arrivato, e dal Castello di Lombardia
guarderà con occhio scrutante la Sicilia centrale. Di Mirello, della sua
fattiva opera industriosa, si racconta da infiniti lustri, non c’è pietra che
non abbia posato, strada che non abbia ricevuto un suo asfalto, zone
industriali, Outlet, ospedali, case popolari, che non abbia supportato e
contribuito a realizzare. Fino al sogno di avere non dico una, ma ben due
università in una landa di 28.000 abitanti, che era considerata la più povera
città d’Italia. Chi avrebbe potuto immaginare la nascita della Kore,
nell’indifferenza e scetticismo di tanti, e nel non certo favore di alcuni. Nessuno
ha fatto tanto in Sicilia per la propria città, e se ci fosse stato un
costruttore di contemporaneità come Mirello in ogni capoluogo di provincia di
questa bellissima ma Buttanissima isola non saremmo gli ultimi in classifica.
Non ha avuto dalla sua parte il simbolo del partito in cui milita nonostante
questo non lo ami. Non ha dunque vinto il PD ad Enna, ma ha vinto la sinistra.
Una sinistra, dicevamo, di rito morgantino,
ancestrale, che parla con tutti quelli che arano il terreno politico.
Una sinistra di Cerere, di terra millenaria, che si occupa di spighe e fori
boari, in cui ci si scambia idee e prodotti della terra, una terra femminea,
con la Venere di Aidone come la Nike di Samotracia. Ha vinto con tutti e contro
tutti, civicamente, ma da comunista, dicendo “il partito sono io”, le roi,
c’est moi il motto di Luigi XIV il re Sole. E sulla politica di Vladimiro
Crisafulli il sole non tramonta mai.
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