Una autorità unica reginale per l’acqua, un prezzo medio di acquisto e addio ai carrozzoni costituiti dai nove Ambiti ottimali provinciali, i 9 Ato idrici. Con l’approvazione in giunta regionale del ddl parte un lungo percorso che si spera porti alla riforma dell’acqua

Addio ai nove carrozzoni, nasce l’Autorità Unica regionale

La novità più significativa è il passaggio dagli attuali nove ambiti, coincidenti con le ex province dell’Isola, a un Ambito territoriale ottimale unico. Viene, inoltre, istituita l’Autorità idrica siciliana (Ais), ente pubblico non economico rappresentativo di tutti i Comuni siciliani, che eserciterà una governance uniforme su tutto il territorio regionale. I nove sub-ambiti gestionali diventeranno organi periferici dell’Ais con funzioni propositive e di consultazione.

Nasce il sistema della “tariffa media ponderata”

Il ddl introduce, inoltre, il principio della tariffa media ponderata regionale che, attraverso meccanismi perequativi e compensativi, punta a una ripartizione più equa dei costi del servizio idrico tra i cittadini siciliani. In termini di tutela sociale viene garantito l’accesso universale all’acqua, mediante l’erogazione giornaliera di 50 litri per persona, e l’integrazione del bonus idrico nazionale per l’utenza meno abbiente.

Sindacati convocati dall’assessore

Il prossimo passaggio è la convocaizone delle parti sociali “Accolgo favorevolmente la richiesta da parte dei sindacati di un confronto sul disegno di legge di riforma del servizio idrico che è stato approvato dalla giunta. Si tratta di un tema su cui è importante che ci sia la massima condivisione, trattandosi di una riforma che i siciliani attendono da tempo. Ho convocato le organizzazioni per il prossimo 4 giugno, ascolterò le loro proposte e dialogheremo su tutti gli aspetti che riguardano il personale delle Assemblee territoriali idriche (Ati), attuali soggetti gestori dei nove ambiti” ha detto l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni.

“La riforma – prosegue l’assessore – è aperta a contributi e modifiche che la migliorino, ma abbiamo già pensato a meccanismi di salvaguardia dei lavoratori delle Ati e delle convenzioni esistenti. Si tratta di una proposta che ha appena iniziato un iter che affronterà diversi passaggi parlamentari all’Ars, prima nelle commissioni di merito e poi in Aula. Anche in questo percorso saranno coinvolti sindacati, operatori e stakeholder che potranno fornire i loro preziosi suggerimenti. Il ddl affronta e supera delle criticità espresse soprattutto a livello istituzionale, da realtà come l’Arera e la Corte dei conti, che hanno individuato nella frammentazione della gestione del servizio uno degli attuali punti deboli del settore. È una proposta che nasce dallo studio di virtuosi modelli nazionali, ma siamo certi che col confronto possa essere migliorata”.

L’iter della riforma

L’iter, dopo il confronto, è abbastanza chiaro e prevede la trasmissione all’Ars, la discussione in commissione di merito e in commissione bilancio e poi il dibattito a sala d’Ercole. Per diventare legge la riforma dovrà passare sotto le forche caudine di un Parlamento che fino ad oggi non è riuscito a fare una sola riforma