L’Italia si prepara a un brusco cambio di scenario meteorologico. Dopo giorni di temperature eccezionali, con punte fino a 36-37 gradi in Pianura Padana e notti tropicali anche sulle colline romagnole, il caldo africano inizierà lentamente a perdere intensità. Il prezzo del ricambio d’aria, però, sarà alto: nelle prossime 48 ore il Paese dovrà fare i conti con temporali violenti, grandinate locali e forti raffiche di vento.
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il quadro climatico di questi giorni presenta anomalie eccezionali. Lo zero termico ha raggiunto i 4.100 metri, livelli tipici di luglio pieno, mentre al Nord si sono registrate temperature massime da piena estate e minime tropicali fino a 25 gradi.
Tedici individua tre segnali che descrivono un clima sempre più estremo: “In meteorologia, come in criminologia, tre indizi fanno una prova: il riscaldamento globale ci sta spingendo verso una realtà più che tropicale, con un clima letteralmente impazzito”.
L’Heat Dome africano e il rischio fenomeni estremi
Alla base dell’ondata di caldo c’è il cosiddetto Heat Dome, la vasta cupola di aria rovente africana che si è estesa dall’Algeria fino all’Inghilterra, intrappolando enormi quantità di calore sull’Europa occidentale.
Questa massa d’aria caldissima sta diventando il carburante perfetto per fenomeni meteorologici estremi. L’energia accumulata negli ultimi giorni alimenterà la formazione di giganteschi cumulonembi, le torri nuvolose capaci di raggiungere anche i 10-12 chilometri di altezza.
All’interno di queste strutture atmosferiche si svilupperanno violente correnti ascensionali e discendenti, con velocità superiori ai 100-150 chilometri orari, accompagnate da pioggia intensa, ghiaccio e grandine.
Arriva aria fresca dalla Scozia
La svolta arriverà grazie all’ingresso di aria più fresca in quota in discesa dalla Scozia verso il Centro Italia. Lo scontro tra masse d’aria molto diverse innescherà una fase di forte instabilità atmosferica.
I primi temporali si svilupperanno dal Nord-Est e lungo l’Appennino, per poi coinvolgere progressivamente le pianure di Toscana, Umbria e Lazio, fino ad alcune aree interne del Sud e ai settori tirrenici.
Venerdì i fenomeni torneranno a interessare soprattutto il Nord, con temporali localizzati tra il Nord-Ovest e l’Appennino emiliano. Nel pomeriggio nuovi rovesci colpiranno le zone interne del Centro-Sud.
La localizzazione precisa dei fenomeni resterà difficile da prevedere, caratteristica tipica dei temporali di calore che si sviluppano rapidamente e in modo irregolare.
Temperature in calo, ma l’afa peggiora
Il peggioramento meteo segnerà la fine della prima ondata di caldo africano del 2026, ma non riporterà le temperature su valori normali.
Le massime scenderanno dai 36-37 gradi degli ultimi giorni fino a 32-33 gradi, valori ancora superiori alle medie climatiche del periodo e aggravati da un tasso di umidità molto elevato.
Il disagio maggiore si farà sentire soprattutto di sera e durante la notte. Le piogge e i temporali lasceranno infatti in eredità enormi quantità di umidità nei bassi strati, trasformando il caldo torrido in afa tropicale persistente.
Le notti diventeranno ancora più pesanti e afose, con temperature che in molte aree urbane faticheranno a scendere.
Ponte del 2 giugno, possibile nuovo peggioramento
Anche il Ponte del 2 giugno si annuncia instabile. Lunedì dovrebbe prevalere il sole su gran parte del Paese, mentre da martedì Festa della Repubblica potrebbe arrivare un nuovo peggioramento legato a correnti atlantiche.
Le prime piogge potrebbero interessare il Nord già dal pomeriggio-sera del 2 giugno, ma la situazione resta ancora in evoluzione.
Nel frattempo gli esperti invitano alla massima prudenza, sia per il rischio di colpi di calore sia per la possibilità di fenomeni intensi nelle prossime 48 ore.






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