La Commissione Europea ha inflitto a TEMU una sanzione da 200 milioni di euro per violazione del Digital Services Act, il regolamento europeo che disciplina le piattaforme digitali. Si tratta della multa più alta mai comminata finora nell’ambito del DSA, superiore anche ai 120 milioni inflitti a X lo scorso dicembre.

Bruxelles accusa la piattaforma cinese di e-commerce, controllata da Pdd Holdings e quotata al Nasdaq, di non avere gestito correttamente i rischi legati alla vendita di prodotti illegali e potenzialmente pericolosi per i consumatori europei.

Secondo la Commissione, TEMU non avrebbe “identificato, analizzato e valutato diligentemente i rischi sistemici derivanti dalla vendita di prodotti illegali offerti sulla sua piattaforma e il conseguente danno per i consumatori nell’Unione Europea”.

“Alta probabilità” di imbattersi in articoli illegali

L’indagine condotta dalle autorità europee ha portato Bruxelles a sostenere che i consumatori dell’Ue abbiano “un’alta probabilità” di imbattersi in prodotti illegali navigando sulla piattaforma.

La contestazione riguarda in particolare la valutazione del rischio effettuata da TEMU nel 2024. Per la Commissione Europea, il documento non rispetta gli standard richiesti dal DSA perché costruito su dati generici relativi all’intero comparto dell’e-commerce, senza un’analisi specifica del funzionamento della piattaforma.

Secondo Bruxelles, TEMU avrebbe inoltre “gravemente sottostimato” la frequenza con cui gli utenti europei possono entrare in contatto con articoli illegali o non conformi agli standard di sicurezza.

I risultati dell’indagine: caricabatterie non sicuri e giocattoli a rischio

Uno dei passaggi più pesanti contenuti nelle conclusioni della Commissione riguarda i risultati di un’operazione di mystery shopping effettuata durante l’inchiesta.

Le verifiche hanno evidenziato “gravi criticità” su diversi prodotti venduti sulla piattaforma.

La Commissione riferisce che “un’altissima percentuale dei caricabatterie selezionati non ha superato i test di sicurezza di base”.

Problemi anche per numerosi giocattoli destinati ai bambini. Secondo Bruxelles, molti dei prodotti testati presentavano “rischi per la sicurezza di gravità medio-alta”, perché contenevano sostanze chimiche oltre i limiti consentiti dalla normativa europea oppure rischi di soffocamento dovuti alla presenza di parti facilmente staccabili.

Sotto accusa anche influencer e algoritmi

Nel mirino della Commissione Europea non c’è soltanto la presenza di prodotti ritenuti illegali o non sicuri, ma anche il funzionamento stesso della piattaforma.

Bruxelles contesta a TEMU di non avere valutato adeguatamente il ruolo dei sistemi di raccomandazione automatica e delle campagne promozionali affidate agli influencer affiliati.

Secondo l’esecutivo europeo, la progettazione del servizio potrebbe avere amplificato la diffusione di articoli illegali o potenzialmente pericolosi all’interno del mercato europeo.

Il Digital Services Act impone infatti alle grandi piattaforme online, classificate come Vlop (Very Large Online Platforms), l’obbligo di monitorare in modo rigoroso i rischi sistemici collegati ai propri servizi e di adottare misure concrete per limitarli.

Bruxelles: “Violazione particolarmente grave”

Fonti europee definiscono la violazione contestata a TEMU “particolarmente grave”. La mancata esecuzione di una corretta valutazione dei rischi rappresenta infatti uno dei punti centrali dell’architettura normativa del DSA.

La Commissione spiega che l’importo della multa è stato determinato tenendo conto della natura dell’infrazione, della durata della violazione e del numero di utenti europei coinvolti.

La sanzione segna anche un passaggio politico importante nel rapporto tra Bruxelles e le grandi piattaforme digitali internazionali, soprattutto quelle extraeuropee.

TEMU dovrà presentare un piano correttivo entro agosto 2026

Oltre alla sanzione economica, la Commissione Europea ha imposto a TEMU l’obbligo di presentare entro il 28 agosto 2026 un piano dettagliato per correggere le violazioni contestate.

Il documento dovrà indicare le misure concrete che la piattaforma intende adottare per ridurre la diffusione di prodotti illegali e migliorare la sicurezza dei consumatori europei.

Successivamente lo European Board for Digital Services avrà un mese di tempo per esprimere il proprio parere, mentre la Commissione adotterà la decisione finale e stabilirà i tempi di attuazione.

Bruxelles avverte inoltre che “il mancato rispetto della decisione potrà comportare penalità periodiche aggiuntive”.