C’è un allarme serio nella zona Nord di Palermo. E dopo lo zen oggi la Commissione antimafia ha tenuto seduta pubblica a Sferracavallo dopo intimidazioni e danneggiamenti che hanno riguardato tutta la fascia costiera e non soltanto.

Cracolici: “La mafia rialza la testa”

“Frange di cosa nostra stanno alzando una sfida nei confronti della città, delle istituzioni e delle imprese. È una sfida che raccogliamo, per ricacciare indietro chi ha scelto di far ripiombare nella paura imprenditori, commercianti e cittadini. Non possiamo lasciare solo chi subisce intimidazioni, occorre creare un senso comune di una città che reagisce e sta dalla parte di chi viene colpito. Qui a Sferracavallo ci sono imprenditori che recentemente hanno subito oltre alle minacce ingenti danni, la Sicilia non può essere indifferente” ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.

Il senso della seduta della Commission a Sferracavallo

Così il Presidente dell’Antimafia spiega il senso della seduta organizzata all’interno dell’istituto comprensivo della borgata marinara di Sferracavallo con il presidente della Regione, il prefetto di Palermo, il presidente del tribunale di Palermo, componenti della commissione nazionale Antimafia, i sindaci del capoluogo e di Capaci, Carini, Isola delle Femmine, Torretta, insieme al parroco della chiesa San Cosma e Damiano di Sferracavallo, ai consiglieri del Comune di Palermo e della VII circoscrizione, alle organizzazioni di categoria delle imprese, e alle associazioni antimafia e antiracket operanti sul territorio.

Una escalation che non si vedeva da decine d’anni

Una seduta organizzata dopo l’escalation di intimidazioni su cui il presidente Cracolici ha aggiunto: “Qui è in atto qualcosa di più profondo della violenza urbana, c’è una strategia criminale mafiosa. Guai a sottovalutare quello che sta avvenendo. A mia memoria, comunque, i cittadini hanno reagito subito, con cortei e manifestazioni molto partecipate, mettendoci la faccia”. Parlando poi con i giornalisti il presidente ha commentato le 60 telecamere annunciate per Palermo dal ministro dell’Interno: “Di fronte alla complessità di quello che sta accadendo mi sembra un po’ come la battuta su Maria Antonietta che al popolo che aveva fame rispondeva ‘date loro le brioche'”.