Hanno incontrato il presidente del tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini le lavoratrici e lavoratori impiegati nell’appalto del Ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali in sciopero anche nel capoluogo. Lo sciopero è stato proclamato dalla Filcams, Fisascat e Uiltrasporti.

Le Organizzazioni Sindacali nazionali avevano infatti chiesto al Ministero della Giustizia di proseguire il confronto, avviato a gennaio 2025, in merito alla situazione attuale e futura della gara d’appalto. Tale richiesta è rimasta senza di riscontro.

“Come più volte segnalato, molte lavoratrici e molti lavoratori si trovano in cassa integrazione e che la riforma Cartabia ha determinato rilevanti incertezze nella gestione del servizio – dicono i lavoratori – per questo motivo i sindacati hanno attivato lo stato di agitazione del personale impiegato nell’appalto, richiedendo un confronto con il ministero della giustizia sulla situazione in essere e sulle prospettive occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori, che, ad oggi, subiscono condizioni di precarietà legate all’appalto.

Il 13 maggio, su convocazione del ministero del lavoro e delle politiche sociali il ministero della giustizia non si è presentato, ma si è limitato a trasmettere una dichiarazione in cui sostiene che “le questioni attinenti al trattamento dei dipendenti delle società che svolgono il servizio di trascrizioni in sede penale esulano dalle proprie competenze.

È in ogni caso interesse di questa amministrazione, ferma restando l’esternalizzazione del servizio di documentazione degli atti giudiziari in materia penale, che vengano garantite anche per la procedura di gara di imminente pubblicazione le migliori condizioni professionali ed economiche ai dipendenti inquadrati nel contratto nazionale multiservizi”. I sindacati contestano il comportamento del ministero della giustizia, che ha scelto di non fornire risposte alle lavoratrici e ai lavoratori che quotidianamente garantiscono il corretto funzionamento della giustizia nel nostro Paese.