Medici in piazza all’Ospedale Giglio di Cefalù per la seconda volta in poche settimane. I dirigenti medici incrociano le braccia per 24 ore per protestare contro il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto il 31 dicembre scorso.

I camici bianchi in piazza e non in corsia

Questa mattina i camici bianchi hanno inscenato un sit-in promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Lo hanno fatto per la seconda volta dopo il primo sciopero del 28 aprile scorso che ha fatto registrare un’adesione del 90 per cento del personale medico. Le segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, nel proclamare la seconda giornata di sciopero, ribadiscono che “permangono tutte le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione”.

Le richieste dei medici

La prosecuzione della protesta testimonia in modo chiaro e inequivocabile il livello di disagio e di insoddisfazione vissuto dai professionisti della struttura. I medici chiedono l’adeguamento retributivo ai livelli del Servizio sanitario nazionale, il riconoscimento dell’anzianità di servizio con reali progressioni di carriera, l’incremento del fondo per la produttività, decurtato nell’ultimo triennio, e il rinnovo del contratto integrativo.

I sindacati continuano a registrare il silenzio e l’assenza da parte della direzione strategica della Fondazione, che per lo sciopero del 28 aprile non ha ritenuto di partecipare nemmeno per un saluto istituzionale o un momento di confronto con i lavoratori in presidio. “Un atteggiamento di chiusura che non aiuta a costruire soluzioni e che rischia di aggravare ulteriormente il clima – dichiarano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl –. Di fronte a questo silenzio, abbiamo deciso che la mobilitazione non si ferma. In assenza di segnali concreti e immediati, si aprirà una nuova fase della protesta, con iniziative che saranno progressivamente indirizzate a livelli istituzionali sempre più alti, al fine di ottenere i riconoscimenti economici e normativi dovuti ai medici dell’ospedale Giglio. La vertenza non è più rinviabile: riguarda la dignità del lavoro medico e la tenuta stessa del sistema sanitario”.