Il terzo attentato alla Sicily By Car di questa notte lascia la città esterrefatta e preoccupata ma Tommaso Dragotto, titolare dell’azienda danneggiata già tre volte in tre mesi, non intende fare passi indietro.
Il commento a caldo del titolare
“Non ho nulla da commentare su quanto successo questa notte se non che si tratta di delinquenti” dice a caldo Tommaso Dragotto presidente di Sicily By Car dopo la quarta intimidazione (tre delle quali danneggiamenti) subita negli ultimi mesi. “Non sappiamo quale sarebbe il loro obiettivo – aggiunge Dragotto – se lo sapessi l’avrei già detto”.

foto di Marco Szokoll
La lunga serie di danneggiamenti
La sequenza comincia proprio in via san Lorenzo il 21 marzo scorso quando il parcheggio viene danneggiato con una raffica di Kalashnikov. Sono due gli avvertimenti di questo tipo in quei giorni. Poi sembra calare il silenzio. Aprile passa senza nuovi episodi ma il 27 maggio arriva l’incendio al nuovo deposito e show room di Villagrazia di Carini lungo la strada statale con 20 mezzi danneggiati. Nel deposito ad incontrare Dragotto va anche il Presidente della Regione per sostenere il concetto stesso di legalità
La manifestazione a fine maggio
A fine maggio, due giorni dopo l’attentato, di Villagrazia di Carini alla sede inaugurata da 20 giorni, davanti a quello stesso showroom, esattamente al pomeriggio del 209 maggio, si era svolto un partecipato sit-in di solidarietà promosso dalla neo-sindaca di Carini Rossella Covello. Attorno all’imprenditore Tommaso Dragotto si erano stretti cittadini, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, delle associazioni di categoria e della Chiesa.
Tra i presenti anche il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci, l’assessore di Cinisi Gioacchino Migliore e numerosi rappresentanti delle comunità del comprensorio. Una mobilitazione trasversale che ha voluto lanciare un messaggio netto contro ogni forma di intimidazione. Il giorno precedente anche il Presidente della Regione era andato a incontrare Dragotto.
foto di Marco Szokoll






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