Dopo una nuova giornata caratterizzata da attacchi reciproci, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Washington potrebbe colpire l’Iran “molto duramente” e ha ventilato l’ipotesi di assumere il controllo delle principali infrastrutture petrolifere iraniane, compresa l’isola di Kharg, il terminal da cui transita la quasi totalità delle esportazioni di greggio del Paese.

Nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran

Nelle ultime ore Stati Uniti e Iran hanno continuato a colpirsi reciprocamente, avvicinando la regione a una possibile ripresa di una guerra su larga scala. Si tratta del terzo episodio di forte tensione registrato nell’arco della stessa settimana.

La prima fase aveva visto confrontarsi direttamente Iran e Israele. Successivamente si sono verificati due distinti scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran che hanno coinvolto anche Paesi dell’area che ospitano basi militari americane.

Teheran ha risposto a una seconda giornata di operazioni statunitensi lanciando attacchi contro alcuni Stati del Golfo e la Giordania.

Trump guarda a l’isola di Kharg

Al centro delle dichiarazioni del presidente americano c’è l’isola di Kharg, considerata il principale snodo dell’industria petrolifera iraniana.

L’isola si trova nel Golfo Persico, sul lato opposto rispetto alle basi statunitensi presenti in Kuwait e Arabia Saudita.

Circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane passa attraverso questa infrastruttura strategica.

La sua importanza è legata anche alle caratteristiche della costa iraniana, giudicata in gran parte troppo poco profonda per consentire l’attracco delle grandi petroliere.

Intervistato da Fox News, Trump ha dichiarato: “La mia preferenza è sempre stata quella di prendere l’isola di Kharg”.

Lo stesso presidente ha però aggiunto: “Non so se l’America abbia davvero la volontà di farlo, a essere onesti”.

Il rischio militare

L’eventuale controllo dell’isola presenterebbe numerose criticità operative.

L’isola di Kharg si trova infatti a circa 33 chilometri dalla costa iraniana.

Una distanza che esporrebbe eventuali truppe americane alla minaccia di missili, droni e artiglieria provenienti direttamente dal territorio iraniano.

Trump ha comunque lasciato intendere di non voler procedere con un dispiegamento massiccio di forze terrestri: “Potremmo entrare lì domani. Potremmo prendere dei soldati. Non voglio avere truppe sul terreno. Ma se volessi potremmo mandare un piccolo gruppo di soldati e prendere il controllo del posto”.