Al Tavolo permanente sull’emergenza abitativa e lavorativa, voluto dalla Cooperativa Sociale Badia Grande, siedono i Segretari generali di CGIL, CISL, UIL e i rappresentanti dello IACP. L’obiettivo ê quello di lavorare insieme per costruire risposte concrete


Partire dai problemi per trovare soluzioni: è questo il metodo che ispira il Tavolo permanente sull’emergenza abitativa e lavorativa, insediatosi ieri nella sede della Cooperativa Sociale Badia Grande a Trapani. L’obiettivo è trasformare la conoscenza diretta delle criticità – abitative, lavorative, sociali – in azioni condivise, superando la frammentazione degli interventi e costruendo una rete capace di rispondere con efficacia ai bisogni delle persone. Destinato ad ampliarsi con il coinvolgimento di ulteriori rappresentanti istituzionali e realtà del territorio, il Tavolo punta a mettere in circolo buone pratiche, alimentare il confronto e individuare soluzioni ancorate alla vita quotidiana delle comunità.



“Questo Tavolo rappresenta il coronamento di un percorso che abbiamo fortemente voluto – dichiara Greta Margagliotti, vicepresidente di Badia Grande – perché siamo convinti che solo mettendo insieme competenze diverse si possano affrontare le sfide complesse dell’abitare e del lavorare. Non vogliamo più interventi isolati, ma una strategia condivisa che parta dai bisogni reali delle persone”.

Da tempo Badia Grande, insieme agli operatori dei progetti SAI, avvertiva l’esigenza di dare vita a uno spazio stabile di dialogo su due fronti oggi più che mai urgenti: l’emergenza abitativa e l’inserimento lavorativo, con un’attenzione prioritaria alla prevenzione dello sfruttamento e del caporalato. Questioni decisive per i percorsi di inclusione e, purtroppo, sempre più frequenti anche nelle cronache locali. L’insediamento del Tavolo non si limita a guardare alle difficoltà degli attuali beneficiari dei progetti SAI, ma intende gettare le basi per il futuro abitativo e lavorativo dei migranti una volta concluso il percorso di accoglienza. L’orizzonte è più ampio: occuparsi di tutti i migranti presenti sul territorio, promuovendo autonomia, tutela dei diritti e piena inclusione sociale.



“Il nostro lavoro quotidiano nei territori ci insegna che l’accoglienza non può fermarsi alle mura di un centro – sottolinea Anna Maria Ruggirello, coordinatrice del Progetto SAI Marsala – Dobbiamo preparare le persone a un futuro di autonomia, e questo significa costruire opportunità abitative e lavorative che durino nel tempo, anche oltre il periodo di permanenza nei progetti”.

Il ruolo della Cooperativa Sociale Badia Grande nei processi di integrazione è emerso con forza e riconoscimento unanime. Attraverso i progetti SAI diffusi a Marsala, Salemi e Vita, la cooperativa ha dimostrato negli anni di saper intrecciare accoglienza e progettualità, trasformando i centri in autentici laboratori di cittadinanza attiva. La partecipazione al Tavolo delle sue figure chiave rappresenta il segno di una presenza capillare e competente, capace di tessere alleanze tra istituzioni, sindacati e tessuto sociale.



“Prevenire lo sfruttamento e il caporalato significa agire prima che il danno si verifichi – afferma Valentina Villabuona, referente dei centri di accoglienza SAI di Salemi e Vita – dobbiamo creare percorsi di formazione e inserimento lavorativo che siano davvero inclusivi, perché solo il lavoro dignitoso può restituire alle persone la fiducia nel futuro”.


La scelta di insediare formalmente il Tavolo nella settimana della Festa del Rifugiato non è stata casuale. Ha rappresentato un messaggio concreto al territorio, un atto di responsabilità condivisa e l’avvio di un programma di attività che Badia Grande dedicherà a questo tema, fino all’appuntamento di sabato pomeriggio a Marsala. Con questo spazio permanente si intende costruire un luogo di ascolto, confronto e progettazione, capace di tradurre le difficoltà in proposte operative e di consolidare la rete territoriale a sostegno dell’inclusione.

Alberto Di Paola

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