Il cortile del Palazzo di Città in via Callipoli a Giarre si è trasformato nel palcoscenico di un’importante e sentita iniziativa istituzionale e culturale. L’obiettivo: commemorare Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice, i combattenti dell’Evis (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia) che persero la vita il 17 giugno 1945 nel celebre scontro di contrada Murazzu Ruttu, a Randazzo.
L’evento, promosso dal Comune di Giarre con il prestigioso patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha voluto restituire piena dignità storica e politica a una stagione cruciale e complessa del Novecento siciliano. Una pagina di storia troppo spesso relegata ai margini dei libri di testo scolastici. Al centro del qualificato confronto le vicende che portarono alla morte del fondatore dell’EVIS Antonio Canepa e dei militanti Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice, figure centrali del movimento indipendentista siciliano.
Ad aprire i lavori il sindaco di Giarre, Leo Cantarella, quindi gli interventi del senatore Antonio Scavone e dell’on.Giuseppe Lombardo, presidente dei Questori dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’introduzione è stata affidata all’onorevole Santo Primavera, deputato regionale dell’MPA-Grande Sicilia, promotore dell’iniziativa che avrà un suo sviluppo a Giarre con l’intitolazione di uno slargo a Giarre a Canepa, uno spazio pubblico attualmente privo di toponimo, compreso tra il corso Messina e via Fratelli Giuffrida. Qualificati gli interventi degli studiosi Salvatore Falzone, autore del volume “Un eroe da dimenticare. Attorno al mistero di Antonio Canepa”, Alberto Micalizzi, autore di “Frammenti di memoria. Il movimento per l’indipendenza della Sicilia a Riposto, tra fascismo, alleati e Repubblica”, e Luca Di Martino, autore de “L’Isola altrui”. Le conclusioni saranno affidate a Raffaele Lombardo, già presidente della Regione Siciliana con un brillante intervento sulle origino dell’autonomia siciliana.
Il deputato regionale Santo Primavera ha espresso soddisfazione per l’evento culturale di Giarre: “C’era un debito storico nei confronti di questi ragazzi, ed è un dovere morale per le istituzioni colmarlo», ha dichiarato Primavera a margine dei lavori. «Per troppi decenni la narrazione ufficiale ha liquidato la stagione dell’Evis e della lotta indipendentista come un fenomeno marginale, se non addirittura ambiguo. Oggi, grazie al contributo di storici straordinari e alla presenza delle massime cariche istituzionali regionali e locali, abbiamo dimostrato che Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice (presente, tra gli ospiti la sorella) erano mossi da un ideale altissimo di libertà e riscatto per la nostra Isola».
A tracciare le conclusioni della giornata è stato Raffaele Lombardo, già presidente della Regione Siciliana. Con un intervento lucido e brillante, Lombardo ha ripercorso le origini profonde dell’autonomia siciliana, ricordando come lo Statuto Speciale — conquistato prima ancora della nascita della Costituzione italiana — non sia stato una concessione benevola dello Stato, ma il frutto politico (e spesso tragico) delle spinte ideologiche e dei sacrifici di quella generazione di giovani che, come Canepa, Rosano e Lo Giudice, sognavano un futuro diverso per la propria terra.
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.






Commenta con Facebook