Terrore nel parco Alberini di Brescia, dove un uomo di 29 anni di origini nigeriane ha tentato di strangolare un bambino di 3 anni davanti alla madre. Poco prima, lo stesso uomo aveva già provato a strangolare un altro bambino, di 10 anni, che era riuscito a liberarsi e a scappare. I fatti risalgono alle scorse settimane.
A fermarlo è stato Aslam Naveed, cittadino di origini pakistane, che è intervenuto bloccandolo a terra insieme alla madre del bambino. “Sono intervenuto con tutta la mia forza e l’ho messo a terra, poi ho detto a mia moglie di chiamare la polizia”, ha raccontato Naveed.
“Mi ha colpito al petto, ma non l’ho lasciato andare”
Naveed ha bloccato l’aggressore nonostante una condizione di salute delicata. “Io sono malato di cuore, ho anche il pacemaker e lui mi ha dato dei pugni sul petto, ma io non l’ho lasciato andare”, ha aggiunto, raccontando di aver avvertito dolore ma di non aver mollato la presa fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
L’aggressore, descritto come alterato, forse sotto l’effetto di alcol o droghe, aveva piccoli precedenti per uso di stupefacenti ed è descritto come una persona con un disagio psichico. È stato fermato con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. I due bambini coinvolti non hanno avuto ripercussioni dal punto di vista fisico e non hanno riportato giorni di prognosi.
Dopo i fatti, il Questore di Brescia ha chiesto la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dell’uomo.
Lo scontro politico: la sindaca Castelletti contro il governo
La sindaca di Brescia Laura Castelletti ha definito quanto accaduto al parco Alberini “un fatto gravissimo, che scuote profondamente la nostra comunità”, aprendo al tempo stesso un fronte di critica verso il governo. “In queste ore è stato annunciato l’avvio delle procedure per la revoca del permesso di soggiorno e per l’espulsione dell’uomo coinvolto. Allo stesso tempo, però, molti cittadini faticano a comprendere come, dopo un episodio di questo tipo, la persona si trovi agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. È una situazione che evidenzia una distanza palese tra il sentimento diffuso nella popolazione e le risposte che lo Stato riesce a fornire di fronte a fatti che coinvolgono minori e suscitano sconcerto”, ha osservato la sindaca.
Castelletti ha poi allargato il discorso a una questione nazionale: “Questa vicenda richiama una questione che riguarda l’intero Paese. Da anni il Governo indica nelle espulsioni uno degli strumenti principali per affrontare i problemi di sicurezza legati all’immigrazione. I dati manifestano, però, una realtà più complessa. Nel 2025 sono stati emessi oltre 21 mila provvedimenti di espulsione e allontanamento, mentre i rimpatri effettivamente eseguiti sono stati poco più di 6 mila: meno di tre su dieci, rispetto agli atti adottati nello stesso anno. È questa distanza tra annunci e risultati che il Governo deve spiegare agli italiani”.
La sindaca ha quindi rivolto una richiesta diretta al titolare del Viminale: “Chiediamo al Ministro dell’Interno Piantedosi di fornire risposte chiare al Paese. Di fronte a quanto accaduto a Brescia non servono slogan o dichiarazioni di principio, servono efficacia e la capacità dello Stato di trasformare gli impegni assunti in risultati concreti”.






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